Beretta, campioni olimpionici con storia centenaria
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Dal primo archibugio per la Serenissima ai ripetuti trionfi deitiratori ai Giochi di Rio: l’avanguardia tecnologica ha fatto delle armi Beretta (e non solo) un leader mondiale

Con Pietro e Franco Gussalli Beretta siamo arrivati alla quindicesima generazione. Per l’esattezza l’impresa di famiglia, una delle più antiche del mondo, ha appena festeggiato i suoi 490 anni: la prima fornitura di archibugi è stata prodotta per la Repubblica di Venezia e registrata il 3 ottobre 1526 da “Mastro Bartolomeo Beretta del territorio bresciano di Gardone”. Un libro edito da Rizzoli Usacelebra in questomesedi dicembre il particolarissimo compleanno dell’azienda. «È stata una bella coincidenza festeggiare questo anniversario con la conquista di dieci medaglie olimpiche, quattro ori, quattro argenti e due bronzi, a Rio de Janeiro», commenta con orgoglio il presidente e amministratore delegato di Beretta Holding, Pietro Gussalli Beretta.

Dove la storia è tanto impegnativa si rischia di dare per scontato il blasone imprenditoriale, lo sviluppo economico e finanziario di uno dei marchi più prestigiosi dell’eccellenza manifatturiera italiana nel mondo. Stiamo parlando del leader riconosciuto nella produzione e distribuzione di armi portatili leggere, dedicate all’attività venatoria, sportiva e alla difesa personale, attivo anche nella produzione di prodotti e sistemiavanzati nel settore dell’opto-elettronica (recentemente cresciuto molto grazie a numerose acquisizioni) e nei prodotti di abbigliamento ed accessori per le attività all’aria aperta. Beretta Holding è la società che controlla le 28 società operative che impiegano nel mondo circa 3000 addetti, sviluppando un fatturato consolidato di 660milioni di euro, con ebitda di 102 milioni e utile netto di 47 milioni. Numeri che spiegano la pacata visione dell’orizzonte finanziario del capo azienda, di fronte all’immancabile suggestione che siponeaun’aziendafamiliare:Borsa sì, Borsa no? «Fintanto che cresciamo a questo ritmo – spiega Pietro Gussalli Beretta – abbiamo energie sufficienti per finanziare autonomamente i nuovi progetti. Non abbiamo preclusioni a valutare l’apertura del capitale al di fuori dei confini familiari qualora si presentasse un’occasione di investimento unica ed al di sopra delle nostre capacità finanziarie. È un’ipotesi che si potrebbe presentare,maoggi non ne vediamo la necessità». Difficile contraddire il programma ed i piani di sviluppo, quando il gruppo investe ogni anno il 5-6% del fatturato in nuovi impianti produttivieunaltro3%in ricercae sviluppo: una novantina di milioni di investimenti netti all’anno tutti dedicatialla crescita delgruppo.
La leadership non viene quindi solo dalla storia, ma da un’attenzione maniacale alla qualità dei prodotti ed alla loro continua innovazione, che si sposa con una strategia produttiva e commerciale che fa dell’internazionalizzazione la chiave di unosvilupposecolare.

LA CHIAVE DELLO SPORT
«La nostra strategia di internazionalizzazione va avanti da decenni. I nostri nonni e zii svilupparono i mercati europei. Mio padre Ugo è riuscito nell’impresa di crescere in maniera straordinaria negli Stati Uniti, fino a farlo diventare per noi il più importante mercato – aggiunge il presidente della holding –. Mio fratello Franco ed io ci siamo dati la missione di proseguire l’espansione in tutto il mondo e guardiamo con attenzione al Medio Oriente, alla Russia e alle Repubbliche ex Urss, e a tutto l’Estremo Oriente». La visione globale del mercato spiega anche, oltre alla vocazione agonistica, l’attenzione al mondo dello sport, naturale ambasciatore e promotore di successi e di eccellenza dei prodotti del gruppo nel mondo.

Internazionalizzazione è la realtà, oltre che l’obiettivo futuro costante, del Gruppo. D’altronde il 95% del fatturato viene realizzato all’estero. E oltre il 50% delle vendite derivano dagli Stati Uniti. Il mito Beretta negli Usa è incrollabile, almeno dagli anni Settanta. Agli stabilimenti nel Maryland, in Virginia, Colorado, California, Ohio e Vermont – cui si sommano le “Beretta Galleries” di New York, Dallas e Memphis – si è aggiunto da quest’anno il nuovo impianto produttivo di Beretta USA nel Tennessee, dove ha sede anche la divisione di Ricerca e Sviluppo della controllata americana.

La grande presenza negli Stati Uniti, il mercato più avanzato e sofisticato delmondo, è una delle principali caratteristiche e punti di forza del gruppo, ma ormai Beretta vanta impianti produttivi in tutti e cinque i continenti, così come le 28 società controllate (produttive e commerciali) coprono tutti i maggiori mercati mondiali, dall’Europa (Finlandia, Svezia, Germania e Gran Bretagna) al NordAmerica, dalla Cina alla Turchia e alla Russia, fino ad Australia e NuovaZelanda. In tutto questo sembra curioso che il cuore finanziario e amministrativo del Gruppo resti saldamente ancorato alla sede storica di Gardone Val Trompia. Dalla provincia bresciana al mondo. In pieno stile glocal. «Io e mio fratello, con ancora l’aiuto ed i preziosi consigli di nostro padre, siamosempre in giro per ilmondoa cercare occasioni di crescita per il gruppo – racconta Pietro Gussalli Beretta – mala sede ed il cuore del gruppo rimangono a Gardone Val Trompia, dove ancora abbiamo il piacere e la fortuna di poter contare sulla collaborazione dei nostri uomini e donne, spesso componenti di famiglie con noi da decenni e con cui condividiamo i successi delle nostre produzioni».

Produzioni che si sono costantemente diversificate, per completare sempre più l’offerta di eccellenza. Da sempre il Gruppo Beretta è sinonimo di fornitore di soluzioni integrate destinate alle forze di difesa e di polizia, oltre che produttore di armi leggere per la difesa personale. Attraverso i suoi marchi Beretta, Benelli, Franchi, Sako, Tikka, Steiner e Burris il Gruppo è un punto di riferimento per gli appassionati di caccia a tutte le latitudini, ed è fornitore di squadre olimpiche di ogni Paese – non solo dei tiratori italiani – in cerca di strumenti precisi e affidabili che possano garantire le migliori performance di gara. A questi settori si è aggiunta negli ultimi anni una nuova linea di sviluppo, quella dell’abbigliamento e degli accessori.

LA STRADA DELL’OTTICA
Di particolare significato una ulteriore diversificazione, maturata negli ultimi dieci anni: la divisione opto-elettronica, che comprende prodotti nel settore delle ottiche di puntamento, dei binocoli, dei puntatori laser e dei dispositivi portatili di illuminazione. Un comparto che si è sviluppato con diverse acquisizioni, attraverso le controllate Burris e Steiner. È di quest’anno la notizia dell’acquisto di due società in Usa, la Sts e la Diffraction, che offrono tra le più sofisticate soluzioni nella visione notturna e nelle tecnologie collegate.Unrafforzamento che segue l’acquisizione di quattro anni fa di Laser Devices, azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di puntatori laser e torce tatti «Proseguiremo da un lato nel processo di internazionalizzazione e di investimenti produttivi e in Ricerca& Sviluppo per supportare la crescita di tutte le società del gruppo e per ideare prodotti e soluzioni sempre più innovative e competitive. Abbiamoinoltre una solida posizione finanziaria che ci permette di continuare a valutare ipotesi di acquisizioni che possano completare e rafforzare la nostra gamma prodotti o la nostrapresenzageografica nelmondo– conclude Pietro Gussalli Beretta – Al centro resta sempre l’attenzione per la qualità dei nostri prodotti che continuano ad essere eccellenti ambasciatori del nostro marchio nel mondo ». Per i prossimi cinquecento anni. Almeno.

Beretta
Via Artigiani n° 1 - 25063 Gardone Val Trompia (Brescia)
PRESIDENTE E AD: Pietro Gussalli Beretta


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2016-11-30 12:46:52
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