E-go car sharing - Enel, prima utility al mondo che vende auto elettriche
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Il colosso italiano dell’energia pronto a lanciare un’offerta “all inclusive” con vettura ae missioni zero, colonnina di ricarica e una app per trovare le stazioni in tutto il Paese

Enel si prepara a diventare la prima utility al mondo a “vendere” auto elettriche con una procedura semplificata. È una delle direttrici lungo cui si sviluppano i progetti del gruppo guidato da Francesco Starace nel settore dell’innovazione e della tutela dell’ambiente. Dietro alla decisione del gruppo italiano dell’energia di puntare sulla mobilità elettrica, oltre a evidenti ragioni di business, c’è anche una chiara scelta verso una maggiore sostenibilità ambientale: si tratta di auto con zero emissioni inquinanti locali.

Enel ha appena lanciato un’offerta “all inclusive” per l’auto elettrica che prevede il veicolo, la stazione di ricarica e l’installazione, tutto compreso, e una semplice app di ricarica (e-go ricarica) per individuare le colonnine sul territorio. Proprio per facilitare l’utilizzo dei mezzi elettrici, Enel si apprestaacollocare sulla rete stradale le colonnine necessarie per la ricarica dei veicoli.

Il piano per la distribuzione sul territorio, ha di recente dichiarato l’ad Starace, «è stato preparato con il Politecnico di Milano e presentato al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, per una sua visione. Ora il ministero deve decidere sulla regia del progetto. Nel frattempo alcune città sono partite».Ariguardo, Enel si è aggiudicata il bando di gara europeo EVA+per installare in Italia 180 colonninelungole principalistradealunga percorrenza. Sono in corso di definizione accordi con i principali operatoridelsettoree nel2017cominceranno le installazioni. La società dell’energia presidia il segmento delle auto elettriche anche con il car sharing, ossia il servizio di condivisione dei veicoli tipicamente per spostamenti brevi. A settembre, Enel Energia e l’Università degli studi Roma Tre hanno presentato “e-go Car Sharing”, unservizio 100% elettrico che impiega auto Renault (10 ZOE e 20 Twizy) riservato a studenti e personale docente e amministrativo dell’ateneo.

LA BATTERIA CHE CAMMINA
Collegato al tema della mobilità elettrica, c’è quello delle batterie. Per capire di cosa si tratti, bisogna considerare che l’auto elettrica è una sorta di batteria che cammina, in grado, oltre che di assorbire energia da trasformare in movimento, anche di restituirne in parte alla rete. Una funzione che puòessere utile anche alla rete elettricanazionalepermantenerelaqualità del servizio e per estendere le possibilitàdi utilizzo dell’energiaprodottada fonti rinnovabili. Ebbene, inDanimarca (in Inghilterra invece è in fase di debutto), Enel ha già avviato un progetto che prevede l’utilizzo delle batterie delleauto, quando non vengono usate dal proprietario, per offrire servizi di bilanciamento della rete elettrica. Si tratta di un servizio che viene remunerato dal gestore della rete di trasmissione, sia a Enel sia al proprietario dell’auto elettrica. Il concetto è simile a quello applicato da tante big dell’economia della condivisione (sharing economy), come per esempio Airbnb, i cui utenti mettono una stanza o l’intera casa, quando non le usano, a disposizione di qualcun altro. L’idea di Enel è quella di fornire al cliente la possibilità di ricaricare gratis il veicolo se lo si mette a disposizioneper il servizio di bilanciamento dellaretequandononlosi utilizza.
In Italia, tuttavia,non è ancora possibile sfruttare questa possibilità, perché al momento il quadro regolatorio non definisce le modalità d’impiego di questi recentissimi sviluppi della tecnologia. Nel dettaglio, in Danimarca, Enel ha installato dieci unità cosiddette vehicle-to-grid (V2G) presso la sede della utility danese Frederiksberg Forsyning, che ha anche acquistato 10 Nissan e-NV200 van a zero emissioni. Grazie ai veicoli elettrici Nissan e al doppio flusso di energia consentito dalla ricarica V2G Enel e gestito dalla piattaforma di aggregazione di Nuvve, Frederiksberg Forsyning avrà un ruolo attivo nel sistema digestione dell’energiainDanimarca, contribuendo così a stabilizzare e bilanciareladomandasulla rete.

Le batterie, nello stesso tempo, rendono più flessibile la gestione della produzione di energia da fonti rinnovabili. Per esempio, quando c’è il sole si può privilegiare l’accumulo di energia nella batteria, mentre quando non c’è il sole si può privilegiare la scarica. In questo modo, le rinnovabilidiventanoanchemenocostose

Enel sta inoltre lavorando con Google per installare sistemi di generazione eolici ad alta quota e portare così energia a chi non ce l’ha o a chi la riceve in manieradiscontinua. In particolare, ci sono 3 milioni di persone nel mondo che vivono senza energia a cui la società italiana intende portare l’elettricità nel giro di tre anni.Maper Enel innovazione significa anche collaborare con le migliori startup. In quest’ottica, la società comesede del proprio primo acceleratore di startup hascelto Tel Aviv in Israele, inmododa potere contare unpresidio fisico inunodei paesi a più alto tasso di innovazione al mondo. Il progetto di Enel è in collaborazione con uno dei principali acceleratori locali, The Junction, e ha l’obiettivo di selezionare ogni annofino a 20 startup che lavoreranno con la società italiana in progetti di sviluppo congiunto.

CONTATORI IN TELEGESTIONE
L’innovazione di Enel passa poi per i contatori dell’elettricità. Il gruppo, dopo avere installato la prima generazione di apparecchi elettronici tra il 2001 eil2006(altreutilityeuropeeli stanno installando ancora oggi), ha già avviato lo sviluppo della seconda generazione del sistema di telegestione. L’obiettivo è quello di sostituire, dal 2017, i contatoridellaprimagenerazioneche si stanno avviando verso la fine della vita utile. Il nuovo sistema di telegestione e le sue innovazioni tecnologiche permettono una serie di ulteriori benefici rispetto alla prima generazione: ottimizzazione sia dell’esercizio della rete elettrica, sia dei processi commerciali (con possibilità di nuove offerte orarie), di gestione contrattuale (comeil cambio di fornitore) e di fatturazione, più l’abilitazione di nuovi servizi a valore aggiunto per il cliente (per esempio, l’accesso allo storico di consumi e produzione).

Nell’ultimo anno, Enel ha fatto il suo debutto anche nel comparto della banda ultra larga, dando vita alla società Enel Open Fiber, ch eentro lafine dell’anno dovrebbe condurre in porto la fusione conMetroweb. Il piano di lavoro della nuova realtà derivante dalla fusione prevede la copertura con fibra ad altissima velocità di circa 9,5 milioni di case nel periodo dal 2016 al 2021. Le prime città nelle quali è previsto il cablaggio sono Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Palermo, Perugia e Venezia. Dopo l’avvio dei lavori a Perugia, Catania e Venezia, è iniziata la posa della fibra ottica a Padova, Cagliari e Bari, dove l’infrastruttura inizierà a completarsi dal secondo trimestre del 2017. Obiettivo della società che prenderà vita dall’unione di Enel Open Fiber e Metroweb è realizzare una rete di telecomunicazioni a banda ultra larga in fibra ottica in queste città, assicurandone al contempo la relativa gestione e manutenzione,esenza dimenticaredi offrire a tutti gli attori che ne facciano richiesta diritti di accesso alla rete realizzata a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie.

Enel

Viale Regina Margherita n° 125 - 00198 Roma
AMMINISTRATORE DELEGATO: Francesco Starace

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2016-11-30 15:42:44
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