Ferretti - Crn, l’atelier dei superyacht tagliati per super ricchi
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Entro l’estate 2017 il cantiere deve decidere se lanciare nuovi prodotti e dove realizzarli, perché sta crescendo a due cifre: il doppio della media del mercato mondiale

Qualcuno una volta disse che vendere maxiyacht è come proporre un bene irrazionale, un bene che non esiste. Sai da dove partimanon dove arrivi: nel senso che se devi pensare, progettare, allestire, arredare e rifinire una barca con quattro/cinque ponti e decine di ambienti conunarmatore quasi sempre straniero, ricchissimo - parliamo di un segmento di mercato praticamente fuori portata per la stragrande maggioranza della popolazione, dove c’è diritto di cittadinanza solo per il lusso (in questo caso rigorosamente made in Italy) e dove, per muoversi, ci vuole un certo stile. Sembra un territorio rarefatto. E lo è. Alla fine del lungo percorso, il maxi yacht, per quanto lavoro c’è sopra, è una barca che respira. E tra le pochissime realtà capaci di resistere in questa dimensione molto complessa c’è un cantiere di Ancona, nelle Marche: si chiama Crn, è uno dei marchi di punta del Gruppo Ferretti. Crn – un background di mezzo secolo di attività nella nautica – nel giro di quindici anni è diventato un’icona di eccellenza, stile ed eleganza italiana affermandosi a livello mondiale. Come in un autentico atelier, in cui i clienti ordinano i proprio abiti cuciti su misura, Crn ha re-inventato un nuovo modo di realizzare yacht come solo un bravo sarto è in grado di fare. Uno scherzo che è diventato un cavallo di battaglia all’interno del gruppo.

Ogni cliente ha misure e necessità diverse e ogni “abito” non sarà mai uguale all’altro, seppure realizzati dalla stessa mano. I super yacht commissionati a Crn da clienti internazionali vengono costruiti secondo la visione dell’armatore.

I BENI IRRAZIONALI
E se si pensa che Crn vende il 90 per cento dei suoi “beni irrazionali” all’estero si può anche abbracciare tutta la capacità professionale di un team di altissimo profilo capace di relazionarsi con studi di architettura e design internazionali di prestigio. Uno dei marchi distintivi del cantiere anconetano, infatti, è la visione futuristica oltre alla ricerca di soluzioni progettuali che distinguono le navi da diporto Crn e spesso vengonoadottate da tutta la cantieristica internazionale. Tra queste la poppaaperta,unospaziovivibileper l’armatore e i suoi ospiti, con zona wellness e fitness vista mare, creato grazie all’apertura della spiaggetta abbattibile.

L’evoluzione strutturale della poppa aperta è il beach club, un’elegante “spiaggia” a pelo d’acqua con zona solarium attrezzata, che la rendono lo spazio conviviale per eccellenza. Per non parlare del sistema integrato per entertainment, info e domoticadenominato “myOlos” e sviluppato da Crn, Videoworks e Intel che permette di gestire e controllare tutte le funzioni di intrattenimento e domotica (fra cui video-on-demand, climatizzazione, videosorveglianza eccetera) attraverso un iPad/iPod. Sembrerebbe tantissimo. Einvece, alla luce di quel che sarà, nonèmolto.OggiilpolodiAnconaèdiventatolaSuperyachtYarddelGruppo Ferretti e rappresenta l’eccellenza navale che produce megayacht su misura, yachtinacciaioebarchesemi-dislocanti, icone di artigianalità, innovazione progettuale e tecnologia all’avanguardia. «Primadiragionare sullaprospettiva strategica – dice l’avvocato Alberto Galassi che è ceo del Gruppo Ferretti maanche presidente di Crn – faccio un salto indietro: la premessa per cui Ancona diventa non importante maimportantissimaèdatadairisultati economicidelgruppo.IlgruppoFerretti ha appena chiuso un settembre clamoroso. Con356 milioni di euro di fatturato portiamo a casa 21,2 milioni di utile ante imposte con cui abbiamo abbattuto le perdite degli anni precedenti esiamosalitiancheoltreil7,5milionidi budget che ci eravamo prefissati: siamo a 10,9. Traduco: stiamo andando meglio del previsto e non sappiamo più dove fare le barche. E’obbligatorio crescere su Ancona ».

LA STRATEGIA DEL REFIT
Nel 2016 per la Superyacht Yard di Ancona sono già stati stanziati 2,5 milioni di euro, che raggiungeranno i 20 milioni di euro di investimento complessivo entro il 2020, destinati all’ammodernamento degli impianti esistenti e alla creazione di nuove infrastrutture a terra e a mare per la costruzione di nuovi prodotti e lo sviluppo dell’attività di business dedicata al refit, nuova area strategica per il cantiere.

IL VERO CUORE
In realtà, il vero cuore della questione strategica in mano a Crn è da sbrogliare nel raggio di pochi mesi. «Entro la prossima estate – incalza il ceo di gruppo - dobbiamo decidere se lanciare nuovi prodotti e dove farli. Perché stiamo crescendo a due cifrementre i mercatinonvanno alnostro ritmo. Significa che stiamo rubando quote ai nostri concorrenti». E poi c’è anche la componente interna, la riorganizzazione e la razionalizzazione che Galassi ha condotto in prima persona visto che è al comandodel gruppo dauntempo relativamente breve (due anni) ma anche essenziale per dare la prima impronta, quella che conta. Modenese di nascita, internazionale di vocazione, con la passione per le grandi imprese e per il Made in Italy, Galassi, classe 1964, è avvocato specializzato in diritto internazionale. Entrato nel 2000 nel board di Piaggio Aero Industries come consigliere d’amministrazione delegato per commerciale e marketing e come membro del comitato esecutivo, Galassi, diventato poi anche Presidente dell’azienda, haavutounruolo fondamentale nella sua affermazione internazionale. Unico consigliere italiano a sedere nel board del Manchester City Football Club, nell’ottobre 2013 è entrato nel consiglio di amministrazione di Ferretti Group di cui ora è amministratore delegato. «Sono stato molto fortunato, all’azionista (il colosso cinese Weichai, ndr) ho chiesto tre cose: soldi per nuovi investimenti,management e tempo. L’azionista mi ha dato tutto. Da solo non sarei andato da nessuna parte».

La razionalizzazione è statounprocesso delicato che ha investito tutto il gruppo. «Le dico una cosa – rammenta Galassi – nel gruppo Ferretti convivono molti marchi e molti cantieri. La complessità si può affrontare in due modi: semplificando e circondandosi di persone valide a cui delegare. Oggi lo posso dire: siamo una bella squadra. Quando sono entrato c’erano 16 manager, oggi sei. E non siamo neanche a metà dell’opera». Il resto è un’analisi minuziosa del mercato per aggredire i segmenti che si possonoaprire nella nautica dilusso del post-crisi. «Nel 2015 abbiamo un fatturato che dipende dall’estero per il 97 per cento. Nel 2016 circa il 10 per cento è stato ripreso dall’Italia, significa che c’è un ritorno degli italiani. Gli italiani vanno per maredal dopoguerra e stanno tornando ad andare per mare. Se l’economia va meglio, la gente torna ad avere voglia di comprare la barca. Noi siamo qui, ci prepariamo a fare ancora meglio. Li aspettiamo».


Ferretti - Crn
Via Enrico Mattei n° 26 - 60125 Ancona
PRESIDENTE: Alberto Galassi

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2016-11-30 16:47:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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