Roberto Ricci Designs, le Hawaii in Toscana per un mercoledì da leoni
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È a Grosseto uno dei brand di riferimento al mondo per la produzione di tavole da surf, abbigliamento e attrezzature per windsurf. Il segreto? La manualità

La storia di Roberto Ricci, fondatore della Rrd (Roberto Ricci Designs), uno dei marchi di riferimento al mondo per la produzione di tavole da surf e sup (standing up paddle), attrezzature tecniche per windsurf e kitesurf, prende forma dalle onde del mare. «Lo amo profondamente», racconta Ricci, grossetano, presidente di Ricci International (sezione che produce materiale tecnico per windsurf e kite), socio di maggioranza della Montecristo (sezione che produce abbigliamento firmato Rrd) e proprietario del marchio.

Ricci ha avuto il primo approccio al mondo del lavoro nel 1986, quando ha cominciato per un’azienda come progettatore di tavole da windsurf, quelle che si vedono nei grandi film americani come “Un mercoledì da leoni” o “Point break”. Risale sempre al 1986 il suo primo viaggio alle Hawaii, dove poi nel tempo Ricci ha stabilito un po’ la sua seconda casa e dove ha fatto suoi i segreti dei guru del surf come Jimmy Lewis ed Ed Angulo.

È, però, nel1989 che nasce la Rrd, marchio collegato indissolubilmente con la passione per il mare a cui si unisce quell aper le produzioni artigianali e manuali, che Ricci eredita dal padre carrozziere e dalla madre sarta. «C’è una foto che amo in particolar modo e che mi ritrae agli inizi - racconta Ricci - con mio padre in via Belgio a Grosseto. C’era la collezione “annozero” delle mie tavole che sarebbero poi state prodotte in serie per la prima volta. Mi chiedo ancora, guardandola attentamente, se al momento di partire caricai quelle tavole sulla mia auto o se le misi dentro per evitare di rovinarle con le cinghie. Sento ancora il profumo forte, emanato della vernice poliuretanica, una volta tolte dalle sacche per esporle con orgoglio al pubblico tedesco dell’Ispo estivo del 1994. Un piccolo stand con le pareti nere, all’insegna dell’austerità e della perfetta esecuzione artigianale. Ancora oggi mi sembra incredibile pensare a quanto potenziale ci fosse dentro a un progetto che è iniziato solo da un’idea. Quale? La passione per il mare è stata la chiave di tutto». Il 1994 è l’anno in cui prende il via con un’impostazione più industriale la produzione di tavole in stampo.

Il tutto mantenendo sempre le caratteristiche della lavorazione artigianale e della cura per il dettaglio. Lo stesso anno, prende vita la prima collezione di abbigliamento, creata in tandem con l’amico Roberto Bardini e presentata sempre nel 1994 con le tavole realizzate in serie. Dapprima, si tratta di un abbigliamento per lo più per appassionati di windsurf e del settore in generale, ma poi la produzione prende una strada a sé. Ricci e Bardini hanno fin da subito chiamato la linea di abbigliamento “perf-romance”, intendendo così quell’attitudine che lega la performance sportiva alla passione, al romanticismo del sentimento. «Già nel 1998 - spiega Ricci - ci siamo affermati tra i leader dei pantaloncini da surf nel mercato italiano. Nello stesso tempo la parte tecnica legata alla produzione delle tavole ha trovato uno sviluppo internazionale. Oggi la nostra divisione di attrezzatura tecnica per gli sport d’acqua può contare su una distribuzione in 65 Paesi».

L’abbigliamento, nel frattempo, è andato avanti sulle proprie gambe: risale al 2011 la prima collezione invernale, mentre l’anno successivo si registra il primo vero successo di pubblico, con la specializzazione nella creazione di un capospalla nuovo, dai contenuti tecnologici e sartoriali unici.

Tre anni prima, nel 2009, era stata lanciata la prima collezione di mute da surf. «Sono state - racconta Ricci – l’anello di congiunzione tra la nostra produzione di attrezzatura tecnica e l’abbigliamento. Da lì in poi, ci siamo immaginati una giacca che potesse avere lo stesso tocco di una muta da surf: opaca, che toglie le ombre e smorza le grinze.

Ecco come ha preso forma il winter storm (temporale di inverno), nostro capo che nasce dall’unione di diversi tessuti e membrane. Abbiamo ideato diversi capi con formule di volta in volta differenti, basandoci sull’assioma che l’unione delle parti è di maggiore valore rispetto alla loro semplice somma algebrica. Parliamo di questo quando parliamo della cosiddetta Holistic technology. Con questo termine intendiamo la capacità di mettere insieme tessuti anche molto differenti tra loro con una tecnologia unita alla manualità.

La maggior parte dei nostri capi, dalle linee morbide, molto pulite e smorzate, è confezionata in Lycra all’esterno, tessuto che presenta numerosi pregi». All’insegna del “made in Italy” è la produzione dei tessuti, così come la realizzazione dei capi, mentre le finiture e i dettagli vengono controllati in modo quasi maniacalesfuggendoa qualsiasi logica di mercato che vede il processo produttivo vincere sul prodotto. l’Holistic technology si ispira all’attitudine di considerare l’unione di più materiali insieme come un tutt’uno. Un principio che si basa su una visione complessiva, dove più parti si mescolano per arrivare a un unico elemento, più forte e performante dei suoi componenti. Largo, allora, alle lycre di ultima generazione, allemembrane impermeabili, alla lana cotta, del pile e della piuma d’oca, che, mixati in maniera indissolubile, proprio come nel “concept” utilizzato per realizzare le mute da surf, strato dopo strato, si riassumono in un materiale unico, capace di sfidare acqua, vento e freddo come mai nessuno ha fatto prima.

TECNOLOGIA E PASSIONE
Oggi la Rrd èuno dei marchi di riferimento al mondo per produzione di tavole da surf e sup (standing up paddle), attrezzature tecniche per windsurf e kitesurf. L’azienda, a due mani con la Montecristo srl, produce anche abbigliamento dedicato al tecnico e una linea moda dedicata non soltanto agli sportivi. Passando ainumeri, il gruppo ha chiusoil 2015 con 25 milioni di euro di giro di affari. C’è, tuttavia, da fareunaimportante distinzione: il segmento tecnico vende all’estero l’80% della propria produzione,mentrel’abbigliamento è per il90%fatturato in Italia.
Sebbene le prospettive di mercato siano semprepiù ampie, Rrd resta fedele ai principi che hanno contribuito a farneunmodello di riferimento: ilmantenimento di una produzione manuale, artigianale e sartoriale, così come la sostenibilità e l’italianità del brand conquei canoni che contraddistinguonol’artigianato dicasa nostra nel mondo, ovvero creatività, qualità dei materiali,knowhowtecnico e tradizione.

La sede, la testa e il cuore della casa sono a Grosseto, in Toscana, conunorganicochesiaggiraintorno a cinquanta figure professionali tra dipendenti e collaboratori italiani e stranieri. La politica aziendale nei confronti di partner e dipendenti si concentra non tanto sulla fidelizzazione del marchio quanto piuttosto su quello che rappresenta: la passione per il mare, e, in generale, per uno stile di vita all’aria aperta nel rispetto dellanaturae dell’ambiente. In questo modo, conclude il fondatore di Rrd Ricci, «abbiamo dato vita a prodotti nuovi rispetto a quelli normalmente presente sul mercato.

Per questo motivo, nelmondodell’attrezzatura sportiva, siamo percepiti come un’azienda che è in grado di unire al risultato agonistico il look dei prodotti, la cura del dettaglio e una grafica accattivante. E la stessa cosa stiamo facendo nell’abbigliamento, con lo sviluppo di una linea che alla tecnologia sa abbinare il toccosartoriale ».


Roberto Ricci Design
Via Rubino n° 15/19 - 58100 Grosseto
FONDATORE: Roberto Ricci

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2016-12-01 12:36:51
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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