Pirelli formula ChemCina alla sfida della gomma 4.0
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di Rosario Dimito
Tornata in Borsa ad ottobre, con la più grande quotazione d'Europa del 2017, Pirelli oggi è una pure consumer tyre company, l'unica a livello mondale esclusivamente focalizzata sulle gomme per auto, moto e biciclette. Il suo ritorno in Piazza Affari, che oggi le attribuisce un valore di circa 7 miliardi di euro contro i 6,5 miliardi del collocamento, è stato salutato come un esempio virtuoso di proiezione verso l'alto di un grande gruppo industriale. Un azionariato diffuso (è quotato il 40%) e una forte impronta di italianità - grazie agli accordi fra i principali soci che garantiscono la non trasferibilità della sede e del patrimonio tecnologico dell'azienda - sono i punti di forza del gruppo, mentre il patto parasociale assegna guida operativa e leadership a Marco Tronchetti Provera oltre a un ruolo chiave nella scelta del successore che prenderà il suo posto nel 2021. Delistata nel 2015 in seguito all'Opa di Marco Polo - la società dove si salda la partnership fra ChemChina, Camfin e i russi di Lti - nei due anni di assenza da Piazza Affari Pirelli ha cambiato volto, accelerando la strategia mirata sul segmento consumer attraverso lo scorporo delle attività Industrial, dedicate alle gomme per mezzi pesanti e agricoli. Il percorso che ha portato il gruppo della Bicocca a diventare una società posizionata sui prodotti alto di gamma (cosiddetti high value) era del resto segnato. Già dal 2013 il gruppo aveva spostato la propria attenzione sui segmenti Prestige e Premium che garantiscono maggiore redditività e minori legami ai cicli economici. In quest'ottica ha attivato al massimo tutte le leve operative: ricerca e sviluppo, rapporti con le case auto Prestige e Premium, rapporti con la rete distributiva, capacità produttiva.

IL BRAND
Particolare attenzione è stata dedicata al miglioramento delle fabbriche, aprendone due in paesi ad alta crescita, come il Messico e l'Indonesia ed effettuando continui upgrade tecnologici negli altri stabilimenti, così da adeguare i processi a una domanda sempre più esigente da parte dei consumatori. Grazie alla visibilità offerta dalla presenza in Formula 1, Pirelli ha anche saputo rafforzare il brand legando il proprio nome a prestigiose competizioni sportive come l'America's Cup dove ha ricoperto il ruolo di sponsor del vincente Emirates Team New Zealand - ma anche dando nuova linfa al Calendario Pirelli, affidato a fotografi prestigiosi che hanno reinterpretato la bellezza in modo più impegnato e meno fashion. Un cambiamento che era alla base degli accordi siglati con ChemChina per dare un futuro più solido al segmento industrial, troppo piccolo per competere sul mercato, facendolo confluire in Aeolus (controllata da ChemChina) e dando così vita al quarto produttore mondiale del settore. Ma la separazione dei due business è stata solo il primo step della strategia di rinnovamento di Pirelli che per rafforzare la propria competitività internazionale ha spinto ulteriormente sul segmento high value. Quest'ultimo, che a fine 2016 pesava per il 55% dei ricavi e per l'81% dell'utie lordo, è costituito da 4 diverse categorie di prodotti: Prestige, pneumatici progettati e sviluppati in partnership con le case d'auto appartenenti al segmento Auto Prestige; new Premium, pneumatici dal calettamento uguale o superiore ai 18 pollici destinati a vetture del segmento Auto Prestige e Auto Premium; Specialties e Super Specialties a elevato contenuto tecnologico; Premium Moto, pneumatici per motociclette di fascia alta che assicurano elevate prestazioni.

Fra il 2014 e il 2016, Pirelli ha investito in ricerca & sviluppo circa il 7,4% dei ricavi complessivi, il livello più elevato fra i produttori di pneumatici. Il confronto vincente con i cinque concorrenti più qualificati, ha consentito di raggiungere un elevato livello di profittabilità. Non a caso la Borsa ha accolto con favore il ritorno del gruppo: basti dire che la domanda registrata in fase di collocamento è stata di 2,4 volte l'offerta. Ciò spiega perché in poco più di due mesi la capitalizzazione è cresciuta di ben 500 milioni di euro.

NUOVI TRAGUARDI
La nuova focalizzazione sul segmento high value, supportata nel corso dell'anno dal lancio di nuove iniziative e di prodotti tecnologicamente avanzati, frutto anche della pluriennale esperienza dell'azienda quale fornitore esclusivo di pneumatici per la Formula 1, lascia intravedere un 2018 di nuove soddisfazioni. Un punto di forza sarà sicuramente la serie colorata dei pneumatici PZero, nati con l'obiettivo di soddisfare la crescente domanda di personalizzazione da parte della clientela high value, nonché Pirelli Connesso, il primo pneumatico in grado di parlare e interagire con il guidatore. Grazie a una piattaforma che sfrutta un sensore integrato nei pneumatici, il guidatore sarà in grado di conoscere istantaneamente i parametri delle proprie gomme come pressione, temperatura, e usura. E sempre della linea PZero fanno parte i nuovi Velo che hanno segnato il ritorno al business del ciclismo da parte della Bicocca. Non pneumatici normali, ma sviluppati appositamente per le biciclette da corsa e con un elevato contenuto tecnologico, segno distintivo delle gomme che tracciano la strada di una start up di 145 anni che ha ancora molto da dire.

 
2017-12-21 00:00:00
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