Agcom: Vivendi deve scendere in Mediaset o in Telecom
Immagine Vincent Bolloré
di Roberta Amoruso
Non si può fare. Vivendi non può concentrare il controllo di Telecom Italia, su cui è accertata l'«influenza «notevole» (che passa dal 23,9% del capitale), con il controllo (altrettanta «influenza notevole») di Mediaset, nel cui capitale il gruppo francese è presente con il 29,9% dei diritti di voto. L'Agcom ha detto la sua e lo ha fatto nei tempi previsti.
Dunque, ora sta ai francesi scegliere in quale società ridurre la presa, dice l'Autorità guidata da Angelo Cardani.

Vivendi deve «presentare entro 60 giorni uno specifico piano d'azione che la società intende adottare per ottemperare all'ordine». E chissà se arriveranno precise indicazioni anche dalla Consob, come si aspetta il mercato, più propenso a immaginare da parte di Parigi la scelta per un allentamento della presa su Mediaset.

Pronta la reazione di Vivendi, che «accoglie con sorpresa la decisione adottata dall'Agcom» e «si riserva di adottare ogni opportuna iniziativa in tutte le sedi competenti contro la decisione presa dall'Agcom per tutelare i propri interessi, inclusa la presentazione di un ricorso al Tar e di un esposto alla Commissione europea per segnalare la violazione di fondamentali principi del diritto Ue».

Il verdetto era pressocché scontato, in realtà, visti i paletti precisi fissati dal Tusmar, il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici. La buona notizia per Mediaset, è che non ci sono stati slittamenti nella decisione e che già da oggi potrebbe essere dato un colpo di acceleratore alla trattativa, finora nell'ombra, per trovare un accordo sul contratto di acquisto di Premium sfumato a luglio del 2016. Quanto al fronte Telecom, sono da vedere gli effetti che può avere la certificazione dell'«influenza notevole» di Vivendi sul gruppo tlc. Soprattutto in vista dell'assemblea del 4 maggio per il rinnovo del cda, e il primo consiglio del 5 che dovrebbe nominare alla presidenza Arnaud de Puyfontaine. Tutti ingredienti che non passeranno inosservati agli uffici della Consob.

Si tratta della prima decisione sulla cosiddetta legge Gasparri sui tetti di controllo nel settore media e delle telecomunicazioni. Il provvedimento dell' Agcom richiama il Tusmar, che stabilisce un divieto al superamento dei tetti di controllo: in particolare le imprese di comunicazioni che detengono nel mercato italiano una quota superiore al 40% non possono acquisire ricavi superiori al 10% del cosiddetto Sistema integrato delle comunicazioni (Sic) di tv, radio ed editoria. Secondo gli ultimi dati, Mediaset avrebbe ricavi di circa il 13% del Sic. Oggi il cda della stessa Mediaset sarà costretto a recepire una maxi-perdita, frutto amaro del caso Premium. Ieri intanto in attesa del verdetto, il titolo Mediaset ha chiuso in calo del 3,9% mentre Telecom del 2,6%.
2017-04-19 00:00:00
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