Agenzia delle entrate, rilascia intervista in ufficio sui suoi successi come podista: multa da 200 euro al direttore
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di Jacopo Orsini
E' un grande appassionato di podismo. Se ne accorge anche la stampa locale che decide di scrivere sulle sue gare e i suoi successi. Lui riceve il giornalista con orgoglio nel suo ufficio e rilascia una intervista. Il pezzo esce e finisce anche su Facebook. Qualche collega lo vede e lo segnala. I suoi superiori lo vengono a sapere e lo multano: 200 euro. E' successo al direttore territoriale dell'Agenzia delle entrate di Mantova.

Sulla vicenda, raccontano i sindacati, c'è un «voluminoso incarto» e il procedimento è ancora in corso perché il direttore appassionato di corsa ha deciso di fare ricorso contro la sanzione, emessa dalla direzione centrale dell'Agenzia. Il dirigente si è difeso spiegando di «non aver potuto preventivamente informare il direttore provinciale» perché era assente e ha documentato «che l'intervista pomeridiana ebbe la durata di qualche minuto».

Giustificazioni che non sono bastate a evitare la multa. Il direttore è accusato «di violazione ai doveri di ufficio per avere usato una sede istituzionale per fini personali in orario lavorativo», dice Pietro Paolo Boiano, vice segretario generale del Dirstat, sindacato dei dirigenti del pubblico impiego. «Noi non vogliamo certo mettere in discussione il Codice etico che regola il comportamento dei pubblici dipendenti - aggiunge il sindacalista - ma non si può non tener conto della entità del fatto concreto rispetto alla norma che lo disciplina anche sotto l'aspetto punitivo. Purtroppo la Pubblica amministrazione si segnala per fatti di inaudita gravità rispetto ai quali l'accaduto tutt'al più poteva dar luogo a un semplice richiamo, ma non certo ad una sanzione pecuniaria». 

«Nessuna volontà di intervenire sulle attività dei singoli soggetti - precisa l'amministrazione fiscale interpellata sulla vicenda - ma devono essere fatte fuori dall'orario di lavoro e dai locali dell'Agenzia». Insomma il problema, si sottolinea ancora a Roma, è solo aver rilasciato l'intervista in ufficio, sottraendo tempo e risorse alla pubblica amministrazione. Se il dirigente avesse invece spiegato come fare la dichiarazione precompilata, messa on line proprio in questi giorni  - aggiungono da via Cristoforo Colombo - non sarebbe arrivata nessuna multa.




 
2017-04-20 11:17:38
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2 commenti presenti
urca! direbbe Lù, qui mo si esagera, se si vuol misurare l'operatività di qualcuno devi controllare il suo carico di lavoro.. Signori qualunque dirigente ha un contratto individuale in cui sono fissati degli obiettivi da raggiungere e sono quelli che lo qualificano o lo squalificano e non certamente quei dieci minuti in cui invece che leggersi un giornale online rilascia un'intervista su un hobby che lo rende sicuramente più efficiente fisicamente e mentalmente con grande vantaggio anche per la sua azienda ma si sa che ormai in italia c'è la caccia alle streghe
Commento inviato il 2017-04-20 17:52:38 da controcorrente2008
Decisione sacrosanta, anzi: troppo poco. Gia' adesso il settore pubblico considera il proprio ufficio, e la propria funzione, una sorta di proprieta' privata. Se fosse concesso al direttore di farsi intervistare nel suo ufficio bisognerebbe concedere la stessa cosa anche a chiunque altro. E invece no. In ufficio SI LAVORA!!! Come faccio io che sono dipendente privato E CI SI VA, anche, perche' anche questo non sempre accade.
Commento inviato il 2017-04-20 18:06:53 da uno_qualsiasi
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