Alitalia, Gentiloni: spero arrivi ok lavoratori. Calenda: se bocciano l'accordo oltre un miliardo di costi per lo Stato
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«Voglio ringraziare le parti per questo impegno e sforzo che certo non è stato facile. Mi auguro che il punto di incontro sia confermato dai lavoratori e rivendico l'impegno del governo che è stato in questi mesi incessante, non sono stati risparmiati gli sforzi per individuare un piano industriale condiviso». Così il premier Paolo Gentiloni commente l'intesa su Alitalia.

Il preaccordo firmato nella notte «è positivo». Così il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda su Radio 24, avvertendo però che «se l'operazione dovesse fallire tutti i costi finirebbero sullo Stato», e si tratta di «più di un miliardo». Se l'accordo sarà «approvato dai sindacati, condizione per le banche di mettere le risorse, lo Stato italiano attraverso Invitalia potrà dare una garanzia se le cose dovessero andare male nel 2018».

«L'obiettivo del governo è mettere meno soldi possibili» in Alitalia: ora «ci sono soci disposti a mettere quasi 2 miliardi di euro» sottolinea ancora Calenda che giudica «positivamente» l'intesa «perché da un lato Alitalia avrà una struttura di costo-lavoro e di contratto che la renderà più competitiva, dall'altro abbiamo cercato di evitare esternalizzazioni, che in alcuni casi sono sbagliate, mettendo più risorse su medio e lungo raggio».

Col passo avanti fatto stanotte «da un lato Alitalia avrà, se i sindacati approveranno l'accordo col referendum, una struttura di costo del lavoro e una struttura di contratto che sarà capace di renderla più competitiva e
dall'altro lato abbiamo cercato di evitare il più possibile le esternalizzazioni, che in alcuni casi sono sbagliate e abbiamo chiesto di mettere più risorse sulla parte del medio e lungo raggio», spiega ancora Calenda, aggiungendo che «oggi ci sono soci disponibili a mettere nuovi soldi» mentre «l'obiettivo prioritario del governo è mettere meno soldi possibile».

Se al referendum tra i lavoratori sul pre-accordo sulla vertenza Alitalia prevalesse il no «gli investitori non investirebbero e si andrebbe in amministrazione controllata», afferma ancora il ministro parlando a Radio anch'io sottolineando che questa notte sulla vertenza «si è trovato un punto di equilibrio». Calendaafferma che la strategia dell'azienda in passato è stata «sbagliata. Questa - rileva - è un'evidenza. La sfida resta complessa ma ci sono premesse per un percorso».

«È stato firmato dalle parti un verbale di confronto che riporta la struttura di un possibile accordo ed è molto migliorativo rispetto a quello presentato originariamente dall'azienda», sostiene ancora il titolare dello Sviluppo, spiegando che i miglioramenti ci sono stati sia per gli esuberi sia sulle esternalizzazioni che nei
tagli al costo del lavoro. «I sindacati si sono riservati di tenere un referendum che si terrà già la prossima settimana», ha aggiunto il ministro.

 
2017-04-14 09:36:58
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1 commento presente
I 2 miliardi vanno dati come risarcimento ai contribuenti italiani.
Commento inviato il 2017-04-20 08:26:50 da Spektr
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