La Bce alle banche Ue: serve strategia sulle sofferenze, senza l'effetto Draghi rischio nuova crisi
Immagine Il grattacielo della Bce a Francoforte
di Roberta Amoruso
Si sa che i crediti deteriorati sono il problema numero delle banche, visto dalla Bce. Lo sanno bene le banche italiane sotto un pressing costante della stessa Bce sugli ormai famosi Npl, cioè i crediti malati. Ma ora la pubblicazioni delle linee guida ad hoc sul tema danno davvero il senso dell’allarme. Soprattutto se queste indicazioni arrivano nel giorno in cui Reuters ha reso noto un rapporto interno dell’Unione europea in cui si avverte che il settore bancario Ue rischia di fare i conti con una crisi senza precedenti nel credito appena la Bce inizierà a ridimensionare gli stimoli monetari, a partire dall’acquisto dei titoli pubblici.

Alcuni segnali ci sono già, secondo il rapporto che calcola un totale delle sofferenze bancarie (NPL) nell’UE stimato in più di 1 trilione di euro, pari a 5,4% del totale dei prestiti, un rapporto di tre volte superiore rispetto ad altre grandi regioni del mondo. Nel dettaglio, attualmente sono dieci (su 28) i paesi dell’UE che hanno un rapporto di NPL superiore al 10% (percentuale oltre la quale la situazione diventa allarmante).

Tornando invece al manuale ufficiale sugli Npl pubblicato dalla banca centrale europea, la Bce chiede alle banche dell’eurozona «realistiche e ambiziose strategie» per ridurre i crediti deteriorati (Npl) sebbene riconosca come per questo «occorra del tempo e non fissi un «obiettivo quantitativo». Nelle sue linee guida pubblicate oggi dopo un periodo di consultazione pubblica, la supervisione bancaria della Bce, chiede così di mettere in atto le misure a partire dal 2018 includendo aree come la governance e la gestione del rischio.

La Bce si attende dunque «che le banche aderiscano pienamente alle linee guida in linea con l’ampiezza degli Npl nei loro portafogli». Gli istituti dovranno così assicurarsi che i loro dirigenti e vertici siano incentivati a portare avanti strategie per la riduzione degli Npl. Francoforte non intende fissare un obiettivo quantitativo a livello generale per la riduzione ma al contrario chiede alle banche di portare avanti una strategia che includa una serie di opzioni come la cessione dei portafogli o la loro gestione interna.

Le linee guida formeranno parte del dialogo quotidiano fra vigilanza e singole banche. Non solo. La Bce applicherà il principio di proporzionalità e modificherà il suo livello di intrusività a seconda delle dimensioni e gravità del portafoglio Npl delle banche. Già ora, ricorda l’istituto centrale, la vigilanza sta lavorando con le banche con elevati livelli di Npl, una situazione che andrà avanti ora con la pubblicazione del documento finale. Come parte della normale attività di vigilanza saranno possibili lettere inviate alle banche con elevati livelli di Npl che conterranno in questo caso elementi quantitativi e saranno incentrate nell’assicurare che le banche stiano seguendo i principi delle linee guida.
2017-03-20 14:42:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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