Esami Bce, servono requisiti di patrimonio più stringenti
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di Carlotta Scozzari
Il nome non è dei più semplici: Srep, ma il significato non è difficile. Si tratta del processo di revisione e di valutazione prudenziale dei bilanci delle banche europee. Perché se ne parla in questi giorni è presto detto: la Banca centrale europea, la Bce guidata da Mario Draghi, ha completato questo esercizio per il 2015, una specie di esame per capirci, e il risultato complessivo è stato un aumento dei requisiti di capitale di 50 punti base dal 2015 al 2016. In pratica: il patrimonio deve essere ulteriormente rafforzato e questo nonostante gli aumenti di capitale che per gli istituti di credito quotati a Piazza Affari negli ultimi anni si sono succeduti uno dietro l'altro.

I rischi globali per le banche vigilate dal meccanismo di supervisione unica, si legge nella documentazione diffusa a Francoforte, non sono diminuiti rispetto al 2014. Molte banche, aggiungono i tecnici della Bce, stanno ancora recuperando terreno dalla crisi finanziaria del 2012 e si trovano a fronteggiare continui rischi e avversità. In questo scenario i requisiti di patrimonio quest'anno andranno incrementati di 30 punti base, mentre gli altri 20 che mancano per arrivare a 50 derivano dal graduale inserimento dei cuscinetti aggiuntivi (in gergo finanziario-inglese buffer) in grado di contrastare i rischi globali.

Ma il bello deve ancora arrivare. Sì perché dai documenti pubblicati da Francoforte risulta che sulle 129 banche europee vigilate cinque hanno requisiti di capitale inferiore a quelli richiesti. Non ci sono i nomi. E questo è il motivo per cui le vendite venerdì 19 febbraio in Borsa fioccano in maniera indiscriminata su tutto il settore del credito.
2016-02-19 16:09:01
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