Buoni pasto, nuove regole: per la spesa tetto massimo di otto
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Possibilità di impiego ad ampio raggio, non solo negli esercizi tradizionali ma anche in agriturismi, banchetti dei mercati o gestiti direttamente da contadini. E limite di utilizzo simultaneo fissato a otto ticket per volta. Sono queste le principali novità di un decreto del ministero dello Sviluppo economico appena pubblicato in Gazzetta ufficiale che regolamenta l'uso dei buoni pasto, sia nel formato cartaceo che in quello elettronico. Si tratta come è noto del servizio sostitutivo della mensa, riconosciuto ai dipendenti dai datori di lavoro che non hanno la possibilità di erogare direttamente i pasti presso la propria sede.

L'ESENZIONE FISCALE
I buoni pasto non equivalgono a denaro contante e per questo possono essere utilizzati solo presso gli esercizi convenzionati. Fino alla somma di 7 euro (la soglia era più bassa fino a poco tempo fa) i ticket sono esenti da Irpef e quindi rappresentano un'erogazione netta al dipendente; l'importo effettivo varia e dipende dagli accordi raggiunti tra datore di lavoro e rappresentanti dei lavoratori. La regolamentazione affidata al ministero dello Sviluppo economico è una conseguenza delle norme che disciplinano gli appalti. Ora il decreto, che per la verità porta la data del 7 giugno, è stato finalmente pubblicato in Gazzetta ufficiale e sarà in vigore dal prossimo 9 settembre. Vediamo quindi le principali novità.

Si parte dalla definizione esatta degli esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo della mensa (naturalmente se i titolari lo richiedono). Si tratta naturalmente di quelli abilitati alla somministrazione di alimenti e bevande, come bar e ristoranti, e dei negozi di alimentari oppure degli stessi supermercati, ovviamente limitatamente alla vendita di prodotti alimentari. Nel testo si dice che gli esercizi possono essere «sia in sede fissa che su area pubblica» il che include banchi di mercato e venditori ambulanti. Ci sono poi le rivendite presso la sede di produzione o quelle comunque gestite dai contadini che propongono i propri prodotti. Vengono poi nominati esplicitamente gli agriturismi e gli ittiturismi (che danno pasti a base di pesce). Infine rientrano anche le rivendite presso i luoghi di produzione industriale degli alimenti. In tutti questi casi devono naturalmente essere rispettati i requisiti igienico-sanitari.

LA TRACCIABILITÀ
Per quanto riguarda le modalità di utilizzo, i buoni pasto non sono cedibili e devono essere utilizzati esclusivamente dai lavoratori, anche nel caso in cui l'orario non preveda una pausa pranzo. Possono essere utilizzati per l'intero valore facciale, il che vuol dire che non danno diritto a resto. Infine - e questa è un'informazione importante - possono essere cumulati ma solo nel limite massimo di otto. Questo significa che sarà possibile, secondo una pratica assai diffusa, utilizzarli di fatto per fare la spesa anche presso supermercati. si sottintende che gli alimentari e le bevande acquistate siano poi utilizzate come provvista per la preparazione degli effettivi pasti di lavoro.
La possibilità di questo utilizzo allargato dei ticket era stata un po' messa in discussione dalla diffusione di quelli elettronici: siccome questi ultimi sono tracciabili, alcuni dipendenti temevano che venisse contestato l'utilizzo simultaneo per fare la spesa, magari nel fine settimana. Ora il decreto precisa che questo si può fare, appunto con il limite di otto: supermercati e negozi su questo punto si regolavano in ordine sparso.
2017-08-12 00:00:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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9 commenti presenti
Ma se sono praticamente un rimborso per i pasti del lavoratore che non può fruirne perché non c'è una mensa che senso ha tutta sta manfrina? Favorire come al solito qualcuno? Se è un rimborso spese x pasti che ho pagato in anticipo , poiché li danno a fine mese, quello che ci faccio saranno cavoli miei, o no?
Commento inviato il 2017-08-12 11:19:08 da skywalker58
non equivale a denaro contante ma basta aggiungere un centesimo all'importo da pagare ed è fatta,,,,è incomprensibile che circolano impunemente tanti miliardi di euro esentasse, perchè quaesto è il fatto da sottolineare, soldi che sfuggono all'inps, all'irpef ect ect con il quale si compra di tutto altro che pasto!
Commento inviato il 2017-08-12 11:26:58 da fatti neri
ah questa si che è una bella logica,,,dato sono rimborso perchè manca mensa a fine mese vorresti farne cassa, e quindi per un mese digiuni? balle
Commento inviato il 2017-08-12 14:34:06 da fatti neri
I buoni pasto erano una buona idea. Sgravavano le piccole aziende dall'obbligo di avere una mensa, dall'altro davano ai lavoratori un "extra" comunque spendibile. Ma molte aziende, soprattutto pubbliche, a partire dalla sanita', hanno scoperto che tagliare i buoni pasto e' comunque un risparmio. A spese dei lavoratori.
Commento inviato il 2017-08-12 15:23:56 da maurizzzio
@fattineri: Non digiuno, se la mensa non c'è e io vado al bar a mangiare, anticipo dei soldi, sui quali ho già pagato tasse e mi decurtano pure la mezz'ora. Quindi se a fine mese mi danno i buoni per rimborsarmi, non devo pagare alcuna altra tassa su questi!E se ci faccio la spesa al supermercato quale problema è? Se non li vogliono dare, mettessero le mense dove è previsto, che così creiamo pure posti di lavoro!
Commento inviato il 2017-08-12 19:48:23 da skywalker58
I buoni pasto andrebbero cancellati. Sono l'ennesimo regalino ai datori di lavoro per cercare di aumentare i profitti abbassando il costo del lavoro invece di migliorare l'efficienza e la qualità.
Commento inviato il 2017-08-12 21:13:41 da minnamor
Ennesima restrizione ridicola ed inutile. Se faccio due file posso spendere anche 16 ticket... Il buon senso dovrebbe suggerire che l'utilizzatore può spenderli come gli pare... Per chi vuole abolirli, suggerisco di approfondire la tematica sulla tassazione dei lavoratori dipendenti.
Commento inviato il 2017-08-13 13:40:43 da telonius
@skywalker58 per bimbo asilo il buono lo datano min mensilmente mentre questi facendo parte di un sistema lobbistico sono una valuta diversa accettata dai big tanto che lei ammette di farci la spesa senza specifica,,,in pratica li usa come denaro. devono essere usati per il loro fine, pasti, allora ha senso e come dice incrementa posti di lavoro, ed entro un breve range temporale o scadono, resto sono solo scuse per sviare al fisco miliardi che finiscono SOLO alla grande distribuzione i soli lieti di questa truffa perenne dove con un cent aggiuntivo allo scontrino si è in regola anche se acquista la lettiera del gatto......altro che pasti.
Commento inviato il 2017-08-14 09:50:54 da fatti neri
@telonius -a dirla tutta questi buoni sistematicamente sono usati alle casse dei supermercati da terzi, amici o familiari del beneficiario, quindi oltre uso diverso è anche usato da persone che NON hanno alcun diritto al beneficio, che è un'altra cosa scandalosa il fatto che non viene riportato e chiesto il beneficiario, mica sono denaro al portatore! praticamente sono pure cedibili, più denaro occulto di così?
Commento inviato il 2017-08-14 12:47:44 da fatti neri
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