Renzi: «L'Italia va meglio, è un dato di fatto, ma sarà una lunga marcia»
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L'Italia prosegue la sua lunga marcia. Lo afferma Matteo Renzi parlando a Cernobbio al convegno dello studio Ambrosetti del pil. Renzi ha tra l'altro detto che la politica deve proporsi come luogo della speranza.
«Quei 585 mila nuovi posti di lavoro sono un risultato importante che significa che la riforma del lavoro funziona. Se me lo avessero detto il giorno del mio insediamento avrei firmato subito». Certo la riforma del lavoro andava fatta dieci anni fa quando l'hanno fatta in Germania Schroeder e la Merkel e quindi adesso, secondo il premier, si paga questo ritardo.

«Il fatto che il Pil italiano vada meglio degli altri anni è un dato di fatto».  Secondo il premier, però, «questo meglio non basta. Andare meglio significa - spiega - che la caduta che l'Italia ha avuto negli anni della recessione è una caduta che ha visto il ciclista rialzarsi e tornare in gruppo, ma siamo ancora alla fine del gruppo, non siamo quelli che possono fare meglio degli altri, abbiamo recuperato gruppo, c'è ancora molto da fare», conclude.

«A mio avviso il problema del 2016 non è l'economia, non perché vada bene, anzi». «Ci sono molte questioni politiche che sono sul tavolo della comunità internazionale che richiedono risposte inedite». La sfida è il «new political devide» ha detto citando una copertina dell'Economist. Una divisione «non più fra destra e sinistra ma fra categorie diverse: la logica del muro contro la logica della piazza». Ha detto ancora Matteo Renzi facendo riferimento ai temi del terrorismo e alla Brexit.

«Il nostro sistema bancario è decisamente più solido di come viene raccontato».

IL TERREMOTO
«Ci vorranno due generazioni per la messa in sicurezza dell'Italia
», il premier Matteo Renzi ha dato questa tempistica per il progetto di Casa Italia, che non riguarda solo l'antisismica e il dissesto idrogeologico, ma anche banda larga, piste ciclabili e così via. «È un'iniziativa - ha aggiunto - che coinvolge quanti più italiani, quanti più partiti possibili su un progetto organico». Della questione il premier parlerà oggi con il rettore del Politecnico Giovanni Azzone perché «bisogna mettere i migliori a guida del Paese».

 
2016-09-02 12:05:39
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