Ferrovie, utile record a 772 milioni nel 2016. «Quotazione nel 2018, interessati alle metropolitane»
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Risultati record per il gruppo Ferrovie di Stato nel 2016. L'utile netto è stato di 772 milioni di euro, in crescita del 66,4%. I ricavi operativi si attestano a 8,93 miliardi (+4%). Il dividendo all'azionista è di 300 milioni di euro. Il gruppo si conferma poi leader nel Paese quanto a investimenti, che hanno totalizzato 5,95 miliardi di euro, ed evideziano un costante aumento (+8,2%). Questi in sintesi i principali dati di bilancio della compagnia ferroviaria presentati presso la sede del gruppo a Roma, dall'amministratore delegato Renato Mazzoncini e dal presidente Gioia Ghezzi. «Grande soddisfazione per bilancio record. Siamo la prima azienda in Europa per redditività», ha detto l'amministratore delegato di Fs, Renato Mazzoncini, commentando i conti. «Abbiamo tutti gli indicatori in crescita, siamo molto soddisfatti».

«E' importante per noi essere qui, perche' sono nove anni di  fila che il gruppo annuncia risultati positivi», ha dichiarato il presidente Gioia Ghezzi in avvio della conferenza stampa sui risultati, aggiungendo che i numeri di Fs quest'anno sono stati particolarmente positivi, anche in termini di cedola distruibuita all'azionista. Mazzoncini, ha messo l'accento sull'enorme volume di investimenti e sulla solidita' finanziaria del gruppo, ma anche sulla redditivita' al top rispetto ai competitor europei.

Mazzoncini ha poi ribadito che le Fs sono interessate al business delle metropolittane. Un interesse che si inserisce nella vocazione del gruppo a diventare un gruppo intermodale, obiettivo per il quale sono stati pianificati massicci investimenti nell'arco del prossimo decennio.

L'operazione con Anas può «essere chiusa in modo veloce», ha quindi sottolineato Mazzoncini, precisando che «a ottobre si può fare il passaggio» dopo aver completato una serie di fasi burocratiche.

La quotazione di Ferrovie dello Stato arriverà nel 2018 non perché ci siano «divergenze con rappresentanti del governo» ma per una questione di tempi: «Non ci poniamo ora il tema perché non abbiamo ancora la società da quotare», ha spiegato ancora il manager. «I tempi ci dicono che finiremo nel 2018 - ha sostenuto - quindi è molto probabile che sarà il futuro governo a prendere la decisione definitiva. Ma questo non perché ci sia una divergenza di opinioni».

Mentre sulle conseguenze che potrebbero arrivare dall'operazione tra Fs e Anas, Mazzoncini rassicura sul fatto che «non ci saranno rispetto al perimetro di cui si sta studiando la quotazione. A settembre - ha ricordato - abbiamo presentato un piano industriale e tutto quello che abbiamo indicato sta andando avanti. Era prevista l'incorporazione di Anas in Fs per creare un polo di infrastrutture al di fuori della pubblica amministrazione».

«Avevamo immaginato la quotazione del perimetro della lunga percorrenza e siamo in linea assolutamente con il piano. Stiamo studiando - ha continuato - la riorganizzazione del settore del trasporto del settore del ferro, con l'ipotesi di una separazione in due società dei servizi a breve e a lunga percorrenza. Una volta concluso lo studio, si potrà fare la nuova società nella seconda metà del 2017, poi dovremo ottenere i certificati di sicurezza e - ha proseguito Mazzoncini - il nostro azionista prenderà le sue decisioni».

 
2017-04-21 15:00:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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1 commento presente
Senza Moretti vanno meglio?
Commento inviato il 2017-04-22 20:13:45 da Opinionator
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