Imu, è caos: si paga anche a Roma la quota aggiuntiva. Sindaci in rivolta
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di Luca Cifoni
Sarà mini, ma è sempre Imu: si pagherà a gennaio per l’abitazione principale non solo nei Comuni che hanno aumentato l’aliquota nel 2013, quando era già nota l’intenzione del governo di cancellare il tributo, ma anche in tutti quelli in cui il livello del prelievo è superiore a quello standard del 4 per mille. Il testo definitivo del decreto legge verrà diffuso solo oggi, ma la scelta del governo è porre a carico dei cittadini metà della differenza tra l’imposta calcolata ad aliquota standard e quella derivante dalle delibere comunali. Anche se sono in corso verifiche dell’ultima ora per far scendere ancora un po’, forse al 40, la percentuale a carico del contribuente.

La decisione ha ovviamente provocato una reazione molto forte dell’Anci e dei sindaci interessati. «Il governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell'Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani» ha detto Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci. Ancora più duro il primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia. «La decisione di ieri del governo di non dare ai Comuni l'intero gettito dell'Imu prima casa facendo pagare una parte ai cittadini è una follia - ha tuonato - se così fosse saremmo allo scontro istituzionale». Per il sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci alla finanza locale, Guido Castelli, «il rischio è che la nuova Iuc sia alla fine più alta della somma di Imu e Tares». Secondo Enzo Bianco, primo cittadino di Catania è «una situazione che conduce molti comuni virtuosi in una condizione di straordinaria difficoltà».

LE GRANDI CITTÀ
Di fatto in misura diversa la novità coinvolge oltre un quarto degli ottomila Comuni italiani, e buona parte delle grandi città: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova e molte altre ancora. I sindaci già nel 2012 avevano dovuto gestire l’operazione Imu, non solo in relazione alle abitazioni principali ma anche al fortissimi aumento di gettito sugli altri immobili, per metà destinato allo Stato. E per le prime case spesso avevano scelto la strada dell’aumento di aliquota per fronteggiare la riduzione dei trasferimenti statali. Ora quelli dei centri interessati dovranno di nuovo chiamare i propri cittadini alla cassa, affrontando anche i conseguenti oneri informativi e organizzativi.

Complessivamente il gettito Imu 2012 relativo alle abitazioni principali è stato di circa 4 miliardi, di cui circa 600 milioni provenienti dalle manovre decise dai Comuni. A questi ne vanno aggiunti poco meno di 500 derivanti dalle ulteriori scelte di aumento fatte quest’anno, nel pieno rispetto delle regole ma forse con una certa disinvoltura visto che il governo aveva già fatto sapere di voler abolire il prelievo. Troppi soldi dal punto di vista del ministero dell’Economia, che aveva reso trovato 2,4 miliardi per la cancellazione della prima rata e ora ne ha resi disponibili altri 2,1: ma in questi importi rientra anche la cancellazione dell’imposta, seppure non totale, per il settore agricolo.
29 Nov 2013 07:49 - Ultimo aggiornamento:
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