Istat, aumenta disoccupazione tra giovani: 1 è 10 è senza lavoro
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A novembre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 39,4%, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rileva l'Istat.

L'Istat spiega che dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,6% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto a ottobre. Il tasso di occupazione dei 15-24enni diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattività cala di 0,6 punti.

Nelle restanti classi di età il tasso di occupazione a novembre cala tra i 25-34enni (-0,4 punti percentuali), rimane stabile tra i 35-49enni e cresce tra gli ultracinquantenni (+0,5 punti). Il tasso di disoccupazione cresce tra i 25-34enni (+0,8 punti) e i 35-49enni (+0,1 punti), mentre diminuisce nella classe 50-64 anni (-0,5 punti). Il tasso di inattività cala in tutte le classi di età (-0,2 punti tra i 25-34enni e gli ultracinquantenni, -0,1 punti tra i 35-49enni).
2017-01-09 10:25:46
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6 commenti presenti
so' chooosiiy(schizzinosi).nun vonno li vauchere,ecco perchè aprono i shoppetti cingalesi,le frutterie nordafricane,kebabbe,pizzerie, open H 24. nun c'hanno voja li nostri, ecco perchè ristoranti,bareee,boutique, pijano le rumene (all inclused),perchè se pijano tutto,nel senso che si accontentano e parlano pure tutte le lingue.
Commento inviato il 2017-01-09 11:50:01 da pasquale1058
Fintantochè la pensione della nonna basterà per la benza, le sigarette e la birra nessun lavoro andrà loro bene, lasciandoli volentieri agli immigrati. E poi sperano nel reddito universale, contando di fare i mantenuti vita natural durante. Quando il bisogno, quello vero, arriverà, allora diminuiranno i disoccupati.
Commento inviato il 2017-01-09 12:04:52 da sr.pococurante
uno su dieci? l'Istat si scusa, voleva dire 9 disoccupati su dieci.
Commento inviato il 2017-01-09 13:11:10 da vasfran
Non aggiungo una sillaba al post di SR.POCOCURANTE (12:04). Lo condivido al 100%.
Commento inviato il 2017-01-09 13:50:45 da maurizio macold
vorrei aggiungere altre "due sillabe". Bisogna ammettere onestamente che il nostro e' un paese che preferisce gli asini raccomandati ai giovani qualificati, infatti, nella maggior parte delle pubbliche amministrazioni e anche nel privato e anche per il piu semplice dei lavori, se non conosci qualcuno che ti raccomanda puoi avere tutte le qualifiche che vuoi, non entri manco se ti inginocchi, oltretutto di questi tempi che c'e' molta carne fresca a basso prezzo che arriva dall'africa. E questo non lo dico solo io lo dicono milioni di giovani, di cui la maggior parte ha dovuto lasciare il paese per andare dove le qualifiche del professionista, dell'impiegato e del lavoratore vengono riconosciute senza raccomandazioni. E poi, i "patriottici italiani" preferiscono impiegare i migranti piuttosto che i loro connazionali perche li pagano quattro soldi e anche in nero. Infine, il redditto di cittadinanza (welfare) esiste in tutti i paesi civilizzati dove c'e un vero stato di diritto se un cittadino si trova senza lavoro o in serie condizioni economiche, qui in italia, per questo stato scellerato di destra e di sinistra del proprio tornaconto e del passamano, puoi morire di fame o dormire per strada o sotto i ponti, chi da supporto a questi immorali politici vuoldire che e' un perfetto raccomandato. Finche durano le anziane mamme, i papa', i nonni, dormite tranquilli, quando non ci saranno piu' voglio vedere se sti giovani disoccupati stanno calmi....calmi a guardare gli asini e i migranti che lavorano, allora si che vi dovete preoccupare, ma sara' troppo tardi.
Commento inviato il 2017-01-09 16:34:22 da vasfran
Vasfran: non mi preoccupo assolutamente. Le nuove generazioni non hanno neppure il fegato di farsi valere con gli immigrati, figuriamoci fare una rivoluzione. Quando i quattrini della nonna finiranno andranno a fare gli schiavi nelle botteghe dei nuovi imprenditori stranieri. Rigorosamente in nero. L'importante è avere il telefonino di ultima generazione. Quelli buoni se ne saranno già andati all'estero da tempo. Stia sereno.
Commento inviato il 2017-01-09 21:46:35 da sr.pococurante
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