Lavoro, Valore D lancia manifesto per l'occupazione femminile
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Un Manifesto in nove punti per l'occupazione femminile sottoscritto da oltre 100 aziende. È quello presentato oggi da Valore D nel corso del Forum nazionale dell'associazione di imprese che promuove la diversità e la leadership femminile. Il documento definisce strumenti concreti, in linea con gli standard internazionali del Bilancio Integrato (GRI), per valorizzare il talento femminile in azienda.

Sottoscrivendo il Manifesto le aziende si impegnano, spiega una nota, per esempio, in fase di selezione, ad avere un gruppo di candidati rappresentativo di entrambi i generi (punto 1) e a monitorare la presenza femminile nei vari livelli aziendali (punto 3) contribuendo a colmare il divario retributivo e favorendo la crescita professionale delle collaboratrici anche in ruoli apicali (punto 8).

Un'attenzione specifica è dedicata alla gestione della maternità (punto 4) e al supporto genitoriale (punti 5, 6 e 7). Per quanto riguarda in particolare la maternità, l'azienda che sottoscrive il manifesto si impegna «in aggiunta alle tutele già previste per legge» a «esplorare modalità innovative utili ed efficaci per supportare le proprie dipendenti nel periodo della maternità».

È importante, ha detto il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova nel suo intervento al Forum nazionale valore D, che il sistema economico dal suo interno affermi «come la diversità di genere e dunque la presenza della donne nelle imprese e nei livelli di governo delle stesse rappresenti una straordinaria leva per l'innovazione, la produttività, la crescita. Come Governo abbiamo lavorato molto in questa direzione e intendiamo continuare a farlo». Sostenere la presenza competente delle donne - a ogni livello - nel mercato del lavoro significa per noi sostenere automaticamente una rigenerazione, una trasformazione e una innovazione del lavoro nel nostro Paese, ha aggiunto Bellanova.

«Condivido in modo convinto e puntuale», ha detto ancora Bellanova «i 9 punti del Manifesto che aiutano a riconoscere, e dunque ad affrontare e risolvere consapevolmente, tutte le criticità che caratterizzano l'occupazione femminile e il tema del work-life balance. Il fatto che molte imprese ne condividano i contenuti è un grande successo, un elemento che mette in luce un modo di vedere le cose, una visione strategica in cui si ha
la consapevolezza di quanto sia fondamentale la presenza delle donne nel mondo produttivo e di come sia necessario valorizzarne i talenti e le professionalità in modo concreto». 

La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, intervenendo al Forum, ha segnalato la firma oggi di un decreto che stanzia 55 milioni per la contrattazione aziendale spiegando che si potranno valorizzare le misure che favoriscono la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, «un'altra misura - ha sottolineato - per facilitare l'occupazione femminile, un'altra azione concreta per realizzare le pari opportunità».

«Quella di oggi è la prima tappa di un percorso che speriamo coinvolga tutte le aziende del Paese: la presenza delle istituzioni testimonia l'avvio di un dialogo, grazie al quale trasformare quello che fino ad oggi era un progetto in azioni concrete» ha dichiarato in apertura dei lavori Sandra Mori, presidente di Valore D e General Counsel Europe di Coca-Cola, una delle aziende che hanno aderito al manifesto.

La professoressa Paola Severino ha chiosato: «Come Rettore della Luiss, sono lieta di ospitare il Manifesto per l’occupazione femminile di Valore D nei nuovi spazi della Business School, a Villa Blanc non solo una bellissima sede di rappresentanza ma anche di contenuti, volti a creare un processo di integrazione tra l’Università e il mondo delle imprese. Con la condivisione di esperienze ed idee si possono ottenere dei risultati positivi e di reale crescita per le donne. Come Luiss Business School infatti abbiamo lanciato Grow, Generating Real Opportunities for Women, un progetto articolato per le donne che offre la possibilità di crescita professionale e di competenze, con l’obiettivo di generare concrete opportunità di lavoro in ambiti considerati prettamente maschili, come il data science».



 
2017-09-12 20:13:26
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