Padoan: piani comuni per la crescita con Merkel e Macron
Immagine Padoan (LaPresse)
La crescita italiana si consoliderà nei prossimi anni, quando si potranno sfruttare appieno le riforme, intanto è «incoraggiante» e sarà sostenuta insieme con quella Europea dalle politiche comuni di Germania, Francia e Italia che i capi di governo e i ministri dell'Economia intendono portare aventi. Mostra fiducia Pier Carlo Padoan e ribadisce ancora una volta che il peggio per le banche italiane «è alle nostre spalle».

Sarà evitato il bail in per gli istituti veneti e per tutte le situazioni di crisi del sistema creditizio a cui si spera a breve di trovare una soluzione. Così come per Alitalia, auspica Padoan, per «vedere volare ancora gli aerei della compagnia». «Salvare le banche - spiega il responsabile dei conti italiani - non significa salvare i banchieri, ma i risparmiatori. Ci sono casi di cattiva gestione. Quello che si sta facendo è trovare soluzioni. Non ci sarà bail in».

Il ministro interviene a Bologna, all'iniziativa Repubblica delle Idee, per sottolineare che sulla crescita «c'è un dialogo tra i capi di governo» delle tre principali economie dell'Europa «per portare avanti idee comuni sulla crescita». Ci sarà un incontro tra i «ministri economici di Francia, Germania e Italia per stabilire i punti di una agenda su politiche comuni di crescita» precisa Padoan aggiungendo come adesso sia fondamentale non fermare le riforme perché «alcuni a livello internazionale pensavano che nei tre anni di governo Renzi si fosse intrapreso un cammino, poi interrotto con la sconfitta al referendum. Ora - avverte - non rischiamo di dare il segnale che l'Italia continuerà a produrre poche riforme».

Anche perché adesso, a ridosso di un possibile ridimensionamento del quantitative easing della Bce bisogna prepararsi ad un mondo post-recessione. «Rimango ottimista - afferma Padoan - siamo un grande Paese. Tra pochi anni sarà il mondo della post-recessione e della ricollocazione delle risorse. E dobbiamo farci trovare pronti, andando avanti con le riforme» appunto. E «tra le tante da poter scegliere, sceglierei quella della pubblica amministrazione, quella 4.0», spiega il ministro, «ne vedremmo tutti gli effetti per l'economia e la vita dei cittadini». Si tratta infatti di un cambiamento «strutturale che dà impulso a tutte le altre riforme».

«Lo scenario del Qe si sta esaurendo - continua il ministro - È molto importante per un paese ad alto debito e dobbiamo prepararci. Ma nel mondo dopo il Qe ci sarà più inflazione e questo è bene, più profitti. È un mondo diverso, non peggiore - rassicura Padoan - Poi noi dovremo essere attenti a rafforzare le nostre riforme e confermando la fiducia anche in periodo elettorale».
2017-06-18 20:32:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CONDIVIDI NOTIZIA

PER POTER INVIARE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO

Se sei già registrato inserisci username e password oppure registrati ora.



2 commenti presenti
Aria fritta. L'unica crescita è quella delle esportazioni tedesche a danno degli altri paesi europei sempre più indebitati. Padoan è un personaggio triste perchè conosce la verità ma è costretto a mentire per rimanere sulla seggiola.
Commento inviato il 2017-06-19 12:12:38 da minnamor
Certo come no. Tutti uniti per la crescita della Germania. L'unica, insieme ai paesi dell'est, dove si sono spostate tutte le aziende per un minor costo del lavoro, che hanno beneficiato di questa follia chiamata UE e dell'euro. Una delle tante cose che la Germania non rispetta, senza conseguenze, è sull'export.
Commento inviato il 2017-06-19 20:08:07 da AnonimoMonteverde
CERCA
promo
Facile.it
TUTTOMERCATO