Papa Francesco a Poste Italiane: «Non abbandonate capillarità del servizio e non sbuffate con i clienti»
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«Nel difficile equilibrio tra contenimento dei costi e competitività, abbiate sempre cura che l'attenzione al bilancio non vada a scapito della qualità del lavoro, né comprometta quel principio di universalità nell'offerta dei servizi, realizzata attraverso la presenza capillare di Uffici postali e sportelli su tutto il territorio nazionale». Lo ha raccomandato papa Francesco sabato durante l'udienza in Vaticano nella Sala Clementina ai dirigenti e al personale di Poste Italiane. «La vicinanza alle persone che essi assicurano va mantenuta con tutte le energie necessarie, perché garantisce a tanti, in particolare ai più deboli, un punto di riferimento per le loro esigenze, è come un presidio di difesa», ha aggiunto il Pontefice.

«Ciò che è più importante nell'opera di ristrutturazione e rinnovamento che avete compiuto, è di avere attuato una strategia d'impresa fedele alla vostra vocazione originaria, di essere a servizio dei cittadini», ha continuato papa Francesco. «Pur seguendo una logica di mercato - ha sottolineato - Poste Italiane ha posto al centro non il profitto ma le persone, ricordando che tutti i servizi offerti verrebbero svuotati del loro valore se fossero fruibili solo da alcuni, o non rispondessero alle esigenze concrete degli utenti».

Questo, ha aggiunto, «è tanto più importante nel nostro contesto economico e sociale, che così spesso punta a un
guadagno fine a sé stesso, dimenticando che la vera ricchezza sta nelle persone, e quindi le tratta spesso come numeri senza volto: chi ha un numero alto è considerato e rispettato, mentre chi è ritenuto uno zero viene buttato via».

«La nostra cultura dello scarto, di oggi!», ha sottolineato il Papa. «Davanti a questo dramma, conseguenza dell'egoismo e di una profonda miopia spirituale, siete chiamati a sposare sempre la logica opposta, che pone al centro le esigenze e la cura delle persone», ha quindi affermato. «Lo avete fatto adottando, come criterio-guida delle scelte strategiche dell'Azienda, l'attenzione al cliente, fissando standard da raggiungere nelle prestazioni e personalizzando i servizi, curando la formazione del "personale di contatto" e interagendo con gli utenti», ha aggiunto.

Francesco ha anche ricordato che Poste Italiane «è legata in modo inscindibile alla vita e alla storia dell'Italia: ne ha accompagnato le vicende, a partire dal suo sorgere come Stato unitario. Ha contribuito in un certo senso a mantenerla unita, tenendo in contatto famiglie e luoghi lontani»: «Sappiamo bene quanto la comunicazione stia al cuore della nostra società, e come regioni diverse riescano a compiere un cammino comune solamente in un continuo interscambio di informazioni e di beni. Ciò influisce direttamente anche sullo sviluppo economico di un Paese, che necessita di servizi efficienti e di qualità».

«Esorto tutti voi, che ogni giorno siete in rapporto con il pubblico e cercate di rispondere alle sue esigenze, a mantenere un atteggiamento di disponibilità e benevolenza verso chi si rivolge a voi», ha detto ancora Bergoglio. «È importante, quando si va a uno sportello o a un ufficio - ha proseguito - incontrare persone che svolgono il loro lavoro bene, che non sbuffano o danno l'impressione di considerarti un peso, o fanno finta di non vederti». D'altra parte, «i clienti devono essere attenti a non avere - come purtroppo accade! - un atteggiamento di pretesa o di lamentela, caso mai scaricando sugli impiegati le proprie frustrazioni o per tutti i mali della società!».

«Come è difficile, ma anche quanto è importante, che nelle mille relazioni quotidiane tra colleghi e con i cittadini, si conservi uno stile di ascolto, di disponibilità e di rispetto! Non è facile, fa fatica - ha osservato Francesco -. Per riuscirci è indispensabile allenare sé stessi ogni giorno, educandosi ad agire con misericordia anche nei piccoli gesti e nei pensieri».

«Un sorriso, un sorriso...», ha invocato poi il Papa a braccio lascindo il discorso preparato. «Viene la vecchietta, che è un po' sorda: un sorriso, invece di dire uff... Il sorriso è un ponte, ma un ponte dei grandi, perché va da cuore a cuore. Non dimenticate il sorriso», ha aggiunto Francesco, applaudito dai circa 400 presenti. «Chi si comporta così - ha aggiunto - diventa contagioso, e la pace che semina non manca di produrre frutto». 

«La cura per la persona, da sempre assunta da Poste Italiane come suo criterio-guida, si manifesta non solo nell'attenzione che avete per i clienti, ma per gli stessi dipendenti, i quali per primi offrono energie e competenze per il bene dell'azienda», sono state ancora parole del Papa rivolte a dirigenti e personale di Poste Italiane. «Quanto spesso - ha detto il Pontefice - il mondo del lavoro ignora, o finge di non vedere, le necessità peculiari legate all'essere madre, nonché i bisogni delle famiglie, da proteggere e favorire ad ogni costo!. Poste Italiane, al contrario - ha riconosciuto Francesco - ha sempre cercato di avere una cura particolare per le lavoratrici e le famiglie, rappresentando un segno per ogni ambiente lavorativo, e mostrando che il pieno rispetto di chi lavora e dei suoi diritti non contrasta con il guadagno e l'efficienza, ma al contrario li incrementa». 

 
2018-02-10 20:40:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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2 commenti presenti
bergoglio piĆ¹ che uomo di chiesa sembra un politico, potrebbe essere un ministro degli esteri, o della difesa, oppure dell'economia, anche il capo di un sindacato,,,,,,,,,ma fusse che fusse che ha sbagliato mestiere?
Commento inviato il 2018-02-10 20:48:24 da fatti neri
Piu'che altro avrebbe dovuto dire : Nun ve fregate la posta !
Commento inviato il 2018-02-11 12:13:07 da terminator1000
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