Pensioni, allarme della Cgil: «Dall'Inps respinte molte domande Ape»
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L'Inps sta respingendo molte domande di accesso all'Ape sociale arrivate entro luglio grazie a una «interpretazione eccessivamente restrittiva delle norme». L'allarme arriva dal patronato della Cgil Inca che sottolinea come non ci siano ancora numeri precisi ma che saranno «tutt'altro che irrisori». L'inps ha ricevuto entro il 15 luglio 66.409 domande nel complesso per l'Ape (39.777 per l'Ape sociale e 26.632 per l'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci) a fronte di una stima iniziale di 60.000 uscite totali. L'Inca parla di «eccessiva rigidità imposta da Inps, in contrasto con le intenzioni del legislatore e in alcuni casi contro la legge che rischia di vanificare del tutto le pur magre aspettative di reinserire qualche elemento di flessibilità nel sistema previdenziale italiano». L'Inps dovrà pubblicare entro il 15 ottobre la graduatoria degli aventi diritto all'Ape. La norma prevede che possano chiedere l'Ape sociale coloro che hanno almeno 63 anni, che non siano distanti più di tre anni e sette mesi dalla pensione, che abbiano almeno 30 anni di contributi versati, che siano disoccupati e abbiano esaurito gli ammortizzatori sociali da almeno tre mesi. «Anche un solo giorno di rioccupazione - sottolinea l'Inca -  retribuito con voucher successivo a tale periodo fa perdere il diritto all'Ape». 
2017-10-12 13:31:32
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2 commenti presenti
un pensiero secondo il mio modestissimo parere da parte dei sindacati andrebbe dedicato all'ape volontaria che essendo anche pagata dagli utenti ancora e' in alto mare tra annunci e prese in giro tipicamente di sinistra.
Commento inviato il 2017-10-12 15:19:58 da muzzettello
E' incredibile quello che sta facendo l'INPS. Rigetta le domande senza indicare nella lettera la causale puntuale della reiezione, ma riportando frasi generiche derivate dalla circolare emanata. Per esempio per alcuni disoccupati ecco la motivazione indicata: Non risulta nella seguente condizione: "disoccupato a seguito di cessazione di rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 ed abbia concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione di disoccupazione spettante, in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni" frase presa pari pari dalla loro Circolare che contiene tutti i requisiti richiesti e senza indicare il motivo effettivo della reiezione. Risulta così impossibile inoltrare qualsiasi istanza di riesame. Vi pare normale che su una cosa così importante che impatta enormemente sulla vita delle persone si possa essere così superficiali? E' come dire: io te la boccio poi sono cavoli tuoi capire il vero motivo! Bravi, veramente bravi i nostri legislatori. Un normativa più fraudolenta di così non si poteva stilare! E' troppo stupida per pensare che sia stata fatta in buona fede, per cui devo dedurre che Poletti e compagni erano in malafede ed hanno studiato la cosa per consentire di bocciare il maggior numero di domande, anche in presenza di tutti i requisiti. Vergogna!
Commento inviato il 2017-10-12 18:03:55 da giucerie54
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