Pensioni anticipate, Boeri boccia lo sconto per le donne che hanno figli
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Per le donne madri ci vuole più lavoro, non interventi sulla previdenza e in particolare provvedimenti che riducano i requisiti di accesso per la pensione di vecchiaia: il presidente dell'Inps, Tito Boeri, interviene alla vigilia del confronto tra Governo e sindacati sottolineando i rischi di eventuali misure per l'uscita anticipata delle donne così come chieste a gran voce dai sindacati.

Le donne «hanno carriere discontinue - spiega Boeri parlando al Forum nazionale valore D che si è tenuto oggi alla Luiss a Roma - e pensioni che sono spesso molto basse». Dunque è da bocciare l’idea di alleggerire per loro il requisito contributivo di accesso all'anticipo pensionistico con uno sconto di sei mesi di contributi per figlio per un massimo di due anni come ipotizzato dal governo. In particolare Boeri vede due rischi se si consentisse alle donne madri di andare prima in pensione: il primo rischio è che «soprattutto in Italia la scelta di andare in pensione non è sempre una scelta volontaria. Quando il datore di lavoro sa che una peersona ha maturato i requisiti della pensione è molto più facile licenziarla. Quindi questo - sottolinea Boeri - espone le donne madri al rischio di venire licenziate e poi di andare in pensione con un assegno molto basso». Il secondo rischio è quello di creare «una discriminazione tra donne che hanno figli e donne che hanno preferito la carriera lavorativa» dando così un messaggio che il presidente dell'Inpsi definisce «culturalmente sbagliato».

 


Essendo il sistema pensionistico basato ormai sul calcolo contributivo, infatti, l'uscita anticipata significa percepire un assegno più basso. Il problema - insiste Boeri - è l'accesso al mondo del lavoro, non le pensioni. Nel nostro Paese solo il 49,1% delle donne tra i 15 e i 64 anni è occupata, un dato in progressivo miglioramento ma comunque tra gli ultimi nell'Ue e questo si riflette sul sistema pensionistico con trattamenti per le donne in media molto più bassi rispetto agli uomini.

Ma il tema - sottolinea Boeri - è anche culturale con il lavoro di cura concentrato sulle donne anche quando hanno un impiego retribuito. Andrebbe condiviso con i padri evitando «scorciatoie». Solo un terzo dei neopadri usufruisce del congedo obbligatorio per la nascita del figlio, dice il presidente dell'Inps. Per questo, prosegue, andrebbero aumentati i giorni di congedo di paternità obbligatoria anche per «contribuire a cambiare la cultura».

Insomma secondo Boeri è necessario «non fare discriminazioni per le donne nel sistema pensionistico» e pensare invece a «interventi sul mercato del lavoro e non sulle pensioni».
 
 
2017-09-12 19:19:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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5 commenti presenti
Lui pensa solo ai migranti, e al suo l'auto stipendio.
Commento inviato il 2017-09-12 22:00:16 da Domenico50
facciamo una cosa molto semplice, adottiamo gli stessi parametri che si applicano ai politici, sia per gli uomini che per le donne
Commento inviato il 2017-09-12 22:04:47 da chebellafigura
Caro Boeri, dalla legge Fornero ad oggi è tutta una discriminazione sulle donne, e non solo. Chi è nato negli anni 50 ha subito in un solo colpo un innalzamento di ben sette anni per accedere alla pensione di vecchiaia. Chi ha perso il lavoro, come la sottoscritta, oltre a trovarsi senza stipendio e senza pensione deve subire quasi quotidianamente proposte di legge insensate, grottesche, fantasiose ed inaccettabili da parte di chi dovrebbe tutelarci. Ed ecco che si parla di Ape Social per chi ha 30 anni di contributi (chi ne ha meno può anche crepare), di Ape Volontaria (chi è quel pazzo che accetterà un prestito per andare in pensione?), di scalare sei mesi a figlio per le donne che hanno 30 anni di contributi (le altre... ), di togliere i 5 mesi di aspettativa di vita del 2019 solo per chi fa lavori usuranti (gli altri lavoratori si arrangino) e chi più ne ha più ne metta. E' questa la giustizia, l'uguaglianza tra i cittadini che uno Stato dovrebbe garantire? No, questo è uno stato che ogni giorno propone volontariamente disuguaglianze sociali. Ho 64 anni, ho perso il lavoro quattro anni fa per esubero del personale, non posso andare in pensione perchè non ho 67 anni, non sono rientrata nell'Ape Social perchè ho solo 24 anni di contributi e non 30 come richiesti da Poletti, non ho figli ma in compenso i politici, i sindacati ecc. mi hanno fatto venire due "marroni" grandi come la terra.
Commento inviato il 2017-09-12 23:31:35 da enza53
questo boeri un'altro complice dei complici del palazzo. Stranamente sugli immeritati e immorali vitalizi adesso ottenuti con 4 anni di presenza in parlamento, qui questo signore non dice nulla, e quindi mi domando fino a quando il popolo italiano puo sopportare tutte queste evidenti ingiustizie dove....la maggioranza dei cittadini deve lavorare fino a che non casca a terra morto e stecchito? Vorrei sapere chi lo ha messo li questo boeri, ovviamente chi fa il proprio e altrui interesse, quindi, e' tutta una "nobile associata marmaglia, alias bassotti". E mo si esce da tutta questa evidente - immorale - iniqua realta'.
Commento inviato il 2017-09-13 08:15:05 da vasfran
C'è chi parla ed agisce con l'occhio attento al consenso elettorale e chi con dati e considerazioni libere da questa esigenza. Boeri...la seconda che ho detto...
Commento inviato il 2017-09-13 10:33:22 da pegaso
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