Pmi, il successo all'estero e i posti di lavoro passano dai social network
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di Andrea Andrei
La ricetta per il successo all'estero e per la creazione di lavoro passa attraverso Internet, e in particolare attraverso i social network. Le Pmi, che in Italia rappresentano la maggior parte delle imprese, trovano sempre di più con le reti sociali una vetrina che permette loro, a fronte di piccoli investimenti, di ampliare il proprio pubblico e quindi di aumentare il proprio business. È quanto emerge dall'ultimo aggiornamento della "Future of Business Survey", l'indagine mensile nata a febbraio 2016 dalla collaborazione tra Facebook, l'Oecd e la Banca Mondiale, che fornisce una panoramica sugli scenari economici attuali e futuri. Il nuovo report, che è stato presentato oggi a Roma e che ha coinvolto oltre 49 mila piccole e medie imprese nel mondo, approfondisce in particolare la correlazione fra la crescita delle Pmi, l'utilizzo di strumenti digitali e la capacità di commerciare con l'estero. E anche nel nostro Paese, dalle risposte raccolte tra le aziende italiane coinvolte, si evince che esiste effettivamente un rapporto molto stretto fra questi fattori.

In primo luogo, le Pmi italiane che hanno rapporti con l'estero sono più sicure nel condurre le proprie attività di business e positive verso le prospettive di crescita. Inoltre, per le Pmi che esportano, il commercio internazionale è il fulcro dei propri modelli di business e di successo. Infatti, tra gli esportatori, il 36% riporta che più del 25% delle loro entrate deriva dal commercio internazionale. In terzo luogo, le Pmi si affidano a strumenti digitali per il commercio internazionale. Gli esportatori sono stati invitati a considerare gli strumenti online che li aiutano a vendere a livello internazionale e a identificare la quota delle vendite internazionali che dipendono da tali strumenti, come i social network.

Quasi la metà delle aziende esportatrici (44%) ha dichiarato che più del 75% delle loro vendite internazionali dipende dagli strumenti online, Facebook in primis. In particolare, le Pmi italiane li utilizzano per quattro motivi principali: per far pubblicità verso nuovi potenziali nuovi clienti (78%), per mostrare i prodotti e servizi (78%), per dare informazioni (69%) e per comunicare con i propri clienti e fornitori (56%). Nell'economia globale digitalizzata, commenta lo studio, superare le sfide per l'esportazione è un fattore chiave per il successo aziendale e gli strumenti online sono i principali facilitatori. L'uso di strumenti online esteso alle aree aziendali rilevanti dà la possibilità di semplificare i processi aziendali, accedere a nuovi mercati e clienti e aiutare le imprese a crescere.


«Ad oggi in tutto il mondo ci sono 70 milioni di pagine di aziende - spiega Marco Grossi, manager per le Pmi di Facebook Italia - e alcune di queste realtà sono partite con investimenti di pochi euro La nostra piattaforma mette a disposizione delle startup gli stessi strumenti delle grandi aziende. Vuol dire che anche le imprese più piccole hanno, attraverso Facebook, a disposizione una platea potenziale di 2 miliardi di persone. Con alcuni strumenti ad hoc, dalle pagine ai video brevi, le aziende possono identificare precisamente il loro pubblico».

Fra i tanti esempi, dalle calzature Velasca a Fratelli Saraceni, imprenditori del settore vinicolo, anche la startup romana Nubu, che produce gioielli: «Abbiamo iniziato per gioco una nno e mezzo fa - racconta uno dei fondatori dell'azienda, Davide Maiorano - e oggi stiamo per compiere il grande salto e aprirci all'estero. Il tutto restando a Roma. E senza i social network, non sarebbe stato possibile».
2017-10-25 20:16:35
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