Private banking, Aipb: masse servite in crescita del 5% nel 2016
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Sale a 763 miliardi di euro il valore delle masse servite dal Private Banking in Italia nel 2016, in crescita del 5% rispetto ai 726 miliardi di euro del 2015. A rivelare il dato è Aipb, l'Associazione degli operatori del settore. L'incremento è frutto di un incremento della raccolta netta dell'1,5%, dell'andamento dei mercati che ha avuto un effetto negativo pari a -1,9% e da altri flussi in entrata (5,4%), nonchè di una migliore identificazione della clientela Private (tendenzialmente con patrimoni superiori ai 500 mila euro) da parte delle banche.

In crescita anche il numero di professionisti dedicati esclusivamente al segmento (+10,6% a 14.856 private banker). La massa media per nucleo familiare è di 1,4 milioni di euro, in linea con il 2015. Circa il 62% dei clienti possiede un patrimonio fino ai 5 milioni di euro, mentre il restante 38% supera i 5 milioni di euro. Un capo famiglia su cinque è imprenditore o libero professionista e nel 53% dei casi ha più di 65 anni.

La geografia del Private banking incorona ancora una volta la Lombardia, che detiene la maggior quota di asset sul totale con il 33% (in crescita sul 2015), seguita da Emilia Romagna (12,2%), Piemonte (10,9%), Lazio (10,4%), Veneto (8,8%), mentre chiudono la classifica Sardegna e Trentino Alto Adige (0,6%), Calabria (0,5%), Valle d'Aosta (0,2%), Molise e Basilicata (0,1%). 

Il 49% delle masse Private sono gestite attraverso un servizio di consulenza non a pagamento, a cui si aggiungono il 18% degli asset affidati a servizi di gestione patrimoniale e l'12% al servizio di consulenza a pagamento. «Dalla nostra analisi emerge un quadro molto confortante sull'industria del risparmio private. Non solo, e non tanto, dal punto di vista della crescita quantitativa delle masse (che pure è importante), ma dal punto di vista qualitativò» è il commento di Antonella Massari, Segretaria Generale di Aipb. Le masse, sottolinea Massari «rappresentano più di un terzo del Pil italiano ed è quindi importante che, attraverso la consulenza di professionisti dedicati e in una logica di educazione finanziaria, non vadano ad alimentare uno statico rendimento finanziario, ma siano strumento, oltrechè di legittima soddisfazione economica per il cliente, di promozione dello sviluppo economicò». 
2017-09-12 15:50:09
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