Renzi show, ecco la cura per l'Italia: «10 miliardi e riparte l'economia»
Immagine Governo, taglio dell'Irpef e pubblica amministrazione: ecco la cura choc di Renzi
Un effetto choc sulla crisi, è quello che vuole Matteo Renzi presentando le prime misure del suo governo. Si va dalla pubblica amministrazione alle tasse: è il super mercoledì che il premier ha annunciato da molti giorni. Al termine del consiglio dei ministri è iniziata la conferenza stampa.

Alle spalle di Renzi dei pannelli con le misure attuate. Il premier ufficializza il nuovo hashtag dopo il cdm: #lasvoltabuona. Prima le riforme di cui non si parla: il superamento del Tar, la pubblicazione online della spase pubblica, la dichiarazione fiscale precompliata. «Il nostro nemico, il nostro avversario, contro cui battagliare in modo violento è chi dice ”si è sempre fatto così”».

«Il primo luglio avremo un'Italia più leggera, ​in grado di fare riforme strutturali» è la premessa di Renzi. «Con la riforma del Senato ci sarà una riduzione importante del numero dei parlamentari. Ho illustrato ai ministri un testo di riforma del Senato,un ddl costituzione che daremo a forze politiche e sociali. Diamo 15 giorni e poi si porta in Parlamento».

Stile Obama (slide e risposte secche), un filo di nervosismo nell'esposizione del piano-choc, Renzi ha puntato nella sua prima conferenza stampa di presentazione del vero progetto di governo a colpire la fantasia degli ascoltatori. All'immagine il premier attribuisce con ogni evidenza una parte delle possibilità di successo: 10 miliardi per 10 milioni di lavoratori sono in realtà solo uno slogan. Efficace però quando esso viene tradotto nei mille euro in più all'anno per i lavoratori che guadagnano meno di 25.000 euro nei dodici mesi. Il piano, assicura il segretario-premier, partirà solo dal 1 maggio a causa delle necessità tecniche legate alla rimodulazione delle buste paga, ma partirà. E marcerà in parallelo con un aumento delle aliquote delle rendite finanziarie (dal 20 al 26 per cento secondo la media europea) che servirà a tagliare del 10 per cento l'Irap.

Ci sono anche fondi corposi per le imprese sociali, per l'edilizia scolastica, per la scuola e la ricerca che giungeranno dalla spending review e dal miglioramento del deficit (con un auspicato ulteriore calo dello spread verso quota 200). Sono promesse credibili? E soprattutto realizzabili nei cento giorni che il governo si assegna? Il premier risponde senza esitazione di sì e in qualche modo allarma anche l'opposizione berlusconiana. Non a caso gli azzurri lo accusano di aver affastellato una montagna di chiacchiere tutte da verificare (Brunetta).

Il motivo è chiaro: se davvero la strategia renziana dovesse avere successo, il paragone con i precedenti capi di governo - e soprattutto con Silvio Berlusconi - si farebbe impietoso.
12 Mar 2014 16:51 - Ultimo aggiornamento:
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DIVENTA FAN DEL MESSAGGERO
CONDIVIDI NOTIZIA

PER POTER INVIARE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO

Se sei già registrato inserisci username e password oppure registrati ora.



Se non ricordi lo Username o la Password clicca qui

0 commenti presenti
CERCA
TUTTOMERCATO