Rischi di stagnazione/ Va ricucito lo strappo tra risparmi e investimenti
di Romano Prodi
Sono passati più di otto anni da quando è cominciata questa interminabile crisi economica e i segnali di ripresa sono sempre deboli e deludenti. Quasi tutti gli esperti contavano invece sul fatto che, da una crisi così profonda, si potesse facilmente uscire con una robusta e rapida ripresa.
In effetti, almeno in una prima fase, la cospicua e immediata iniezione di denaro nel sistema economico americano e cinese da parte dei governi, aveva permesso ai due Paesi guida di agire come ammortizzatori della caduta, impedendo all’economia mondiale di farsi troppo male. Certo mi ha sempre dato da pensare il fatto che, in conseguenza della rapidità delle decisioni del suo governo gli Stati Uniti, che erano stati i principali responsabili della crisi economica, ne potessero uscire meglio dell’Europa che ne era stata la vittima.
In seguito, tuttavia, un poco perché frenati dall’aumento dell’indebitamento, un poco perché in disaccordo fra di loro, i governi hanno progressivamente rinunciato ad una politica economica attiva, lasciando alle banche centrali il compito di dare spinta all’economia. Le banche centrali non si sono fatte pregare e hanno inondato i mercati con crescenti quantità di denaro che hanno abbassato i tassi di interesse prima verso lo zero e poi addirittura, in alcuni Paesi, al di sotto dello zero.


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2016-02-27 23:57:32
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