Calenda: «Business e ispirazione, dallo spazio il traino per lo sviluppo economico e la conoscenza»
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di Paolo Ricci Bitti
A sud delle Alpi forse non ci sono ancora tycoon visionari come Elon Musk o Jeff Bezos e nemmeno “oracoli” del business del calibro di Warren Buffett, tutti accomunati dalla salda fiducia nei rendimenti economici ed emotivi degli investimenti nel settore spaziale, ma l’Italia continua comunque a macinare posizioni su posizioni nel ristretto club delle potenze che da 60 anni esatti hanno lanciato la corsa alle stelle. E' italiano - andrebbe sempre ricordato - il satellite che storicamente contende all’Inghilterra il terzo posto in questa epopea aperta dall’allora Urss e quindi dagli Usa.

Adesso, grazie ai successi di Avio, Leonardo, Thales Alenia Italia e Telespazio, solo per citare i protagonisti più attivi, sono sempre più corposi i numeri che declina la Space Economy italiana che conta su «un fatturato da 1,6 miliardi di euro» e «impiega oltre 6mila addetti». E se a questi numeri si sommano «le partecipazioni a programmi internazionali» e «l'indotto che si genera dalle attività industriali» per lo spazio, il bilancio porta a confermare che per «ogni euro investito per le missioni in orbita se ne generano da 3 a 5 euro» in base al settore spaziale di riferimento. Insomma, per il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: “La space economy può a ragione essere considerata un potente driver di sviluppo economico e di conoscenza».

E – va aggiunto anche se non è riducibile a cifre - può essere considerata fonte di ispirazione, magari attraverso i suoi testimonial più trascinanti quali gli astronauti, per le generazioni più giovani fra le quali sono già nati l’uomo e la donna che poseranno il piede su Marte.

L’importante è, va da sé, unire le forze come è stato più volte ripetuto nell’incontro organizzato da Formiche e Airpress al Centro Studi Americani di Roma con la partecipazione appunto di Calenda e poi la titolare del Miur Valeria Fedeli, il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston e il coordinatore dell'Autorità nazionale responsabile per il Prs (Public Regulated Service) del Programma Galileo, Paolo Puri.

Vedere «il Mise ed il Miur allo stesso tavolo per affrontare le strategie delle attività spaziali italiane è una rivoluzione epocale» ha commentato la ministra dell'Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli, a margine dell'incontro moderato da Maria Latella.

Dal responsabile dello Sviluppo economico è arrivata un'altra conferma dell'interesse del Governo a spingere il settore spaziale. «Abbiamo già pronti fondi per 500milioni di euro che metteranno in moto 1 miliardo di euro di investimenti per le industrie» e «la nostra time line» per l'assegnazione - 360 milioni stanziati dal Cipe nel 2016, più i 140 milioni dalle Regioni - «è a otto mesi da oggi» ha evidenziato Calenda. Fedeli e ancora Calenda hanno quindi intrecciato le proprie strategie e policy con i Ceo delle più importanti realtà italiane industriali dell'aerospazio: l'ad di Avio, Giulio Ranzo, di Thales Alenia Space Italia, Donato Amoroso, e di Telespazio, Luigi Pasquali, direttore del settore Spazio di Leonardo.

 
 


Ranzo, con l’Avio prossima alla quotazione in Borsa sulla scia dei successi del razzo Vega realizzato al 70% nell’avveniristica azienda di Colleferro, ha sottolineato il ruolo chiave dei lanciatori spaziali europei, taxi indispensabili per portare i satelliti in orbita.  “Il segmento dei piccoli satelliti segnerà la crescita maggiore nei prossimi anni - ha detto Ranzo - e la famiglia europea dei lanciatori, con Ariane e Vega, è la miglior risposta alle future necessità di lancio. Prova ne sia il fatto che già oggi i lanciatori europei sono leader al mondo per affidabilità e presenza sul mercato, con più clienti commerciali che istituzionali e più quota export che domestica”.  “Auspico che l’Europa” ha concluso Ranzo “sfrutti ancora di più le proprie capacità di lancio per satelliti istituzionali, a beneficio di tutti gli stati membri dell'Unione”.  

Gli stessi ministri hanno sottolineato la grande riuscita di Vega, il vettore progettato e costruito da Avio per i satelliti medio-piccoli che ha realizzato 8 lanci consecutivi con successo dal suo volo inaugurale nel 2012, record storico a livello mondiale mai raggiunto da nessun nuovo lanciatore spaziale. Il prossimo volo è in programma tra un mese, il 6 marzo, quando Vega porterà in orbita il satellite dell’UE Sentinel 2B della costellazione Copernicus per l'osservazione delle terra.  

Intanto Avio, sotto la guida di Ranzo, procede spedita verso la quotazione in borsa, prevista nel mese di marzo, diventando così la prima public company completamente dedicata al business dei lanciatori e con il management in prima linea nel ruolo di azionisti.    



 
2017-02-07 18:28:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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1 commento presente
Carlo Calenda....ovvero come fare il ministro senza essere stato eletto. Democrazia dove sei???
Commento inviato il 2017-02-08 10:06:55 da peter rei
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