Statali, via libera a licenziamento lampo per furbetti del cartellino
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di Andrea Bassi
ROMA Tornano i licenziamenti sprint per i furbetti del cartellino. O meglio sarebbe dire restano, perché nonostante la pronuncia della Consulta di novembre dello scorso anno che aveva indicato il provvedimento tra quelli sui quali era necessaria un'intesa con le Regioni, il decreto è sempre rimasto in vigore. Ieri il consiglio dei ministri ha semplicemente adottato quello che tecnicamente si chiama un «correttivo» del testo, per andare proprio incontro ad alcune delle richieste arrivate dai governatori per dare il loro disco verde alla normativa sul licenziamento dei furbetti. L'impianto, dunque, nella sostanza rimane immutato. Chi è colto in flagrante, anche mediante riprese video, a timbrare il cartellino e ad allontanarsi dal posto di lavoro, dovrà essere sospeso entro 48 ore in via cautelare dallo stipendio, fatto salvo il diritto all'assegno alimentare. Il procedimento disciplinare dovrà partire immediatamente, e dovrà concludersi eventualmente non il licenziamento entro 30 giorni. Se il dirigente responsabile del dipendente furbetto si gira dall'altra parte, rischia di essere messo alla porta anche lui. Nel decreto bis viene introdotto «l'obbligo di comunicazione dei provvedimenti disciplinari all'Ispettorato per la funzione pubblica entro 20 giorni dall'adozione degli stessi». La novità ha l'obiettivo, spiega il governo, di «consentire il monitoraggio sull'attuazione della riforma, anche per adottare ogni possibile strumento che ne garantisca la piena efficacia». Tutti i dati saranno così raccolti in un cervellone informatico ad hoc che consentirà di controllare in modo accurato l'andamento delle sanzioni, dai richiami ai licenziamenti, passando per le sospensioni.

LE ALTRE NOVITÀ
Oltre al decreto sui furbetti, ieri il governo ha approvato anche la nuova versione del provvedimento taglia-partecipate, quello che secondo le intenzioni dovrebbe portare ad uno sfoltimento delle società controllate da Comuni e Regioni che dovrebbero alla fine essere ridotte da circa 8 mila a solo mille. La principale novità è la proroga di tre mesi del termine per la ricognizione, in funzione della revisione straordinaria, di tutte le partecipazioni possedute. La scadenza individuata precedentemente era quella del 23 marzo, che viene invece spostata al 30 giugno 2017 per dare tempo alle amministrazioni di adeguarsi al decreto. Alla stessa data viene rinviata anche la ricognizione del personale del personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze. Non vengono invece cambiati i parametri delle società che devono essere chiuse: quelle che non rientrano nei settori consentiti, quelle che hanno un fatturato inferiore a 1 milione di euro, quelle costantemente in rosso, quelle che hanno più consiglieri di amministrazione che dipendenti. Tra le altre novità comunicate da Palazzo Chigi c'è anche la possibilità per Regioni e Comuni di avere partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili. Inoltre »le università possono costituire società per la gestione di aziende agricole con funzioni didattiche. Infine, nel caso di partecipazioni regionali, l'esclusione, totale o parziale, di singole società dall'ambito di applicazione della disciplina - si legge - potrà essere disposta con provvedimento motivato del Presidente della Regione, adottato in ragione di precise finalità pubbliche nel rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità.
Non è invece stato approvato il terzo dei decreti correttivi della legge Madia, quello sui criteri di nomina dei direttori delle Asl. La norma in vigore prevede che vengano selezionate delle rose di nomi all'interno delle quali i governatori dovrebbero scegliere i manager. Le Regioni vogliono far saltare questa norma. Ieri il decreto non è stato esaminato per l'assenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
2017-02-17 13:24:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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28 commenti presenti
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Bello e giusto ma....a condizione che non ci sia possibilità di appello. Altrimenti, con i tempi della giustizia italiana, questi cialtroni fanno in tempo ad andare in pensione prima di poter essere licenziati.
Commento inviato il 2017-02-17 13:34:03 da Dino1946
CI SONO COSE ben più gravi che una timbrata. Corruzione e abuso di ufficio e stare alla scrivania a non fare nulla
Commento inviato il 2017-02-17 20:26:24 da giulioconsole1
I soliti ricatti per un euro di aumento ci sono le minacce
Commento inviato il 2017-02-17 20:27:48 da giulioconsole1
I soliti ricatti per un euro di aumento ci sono le minacce
Commento inviato il 2017-02-17 20:31:11 da giulioconsole1
dei pianisti cosa ne facciamo?furbetti anche loro no?
Commento inviato il 2017-02-17 20:39:43 da criticus
il teatrino dei buffoni continua a dar spettacolo, ma ha perso di originalità. Mi fanno pena gli statali che non sono in grado di organizzarsi per contrastare l'aggressione neoliberista governativa. Tanto di cappello ai tassisti che determinati hanno respinto al mittente il vergognoso tentativo di liberalizzare il loro settore.
Commento inviato il 2017-02-17 21:48:35 da tony6111
Se fosse vero.....Santa subito !!
Commento inviato il 2017-02-17 22:11:18 da luna111
Solo l'idea è buona, ma i risultati non lo saranno altrettanto. Interverrano i Sindacati, i ricorsi, gli appelli ecc. e prima che il provvedimento diventi definitivo ci sarà un...........condono !!!!!!
Commento inviato il 2017-02-18 09:43:20 da serretti
Si, ma applicare poi la legge e non far finta di niente, o inventarsi eccezioni od attenuanti varie all'italiana via! E' il caso di essere altrettanto severi, con coloro che fanno finta di non vedere e di non centrare. In qualunque azienda privata, queste cose sono inconcepibili. Ma nello Stato una volta c'erano i Direttori, che erano maggiormente responsabilizzati Poi per copiare il Privato,hanno creato la categoria dirigenziale, ma è tutt'altro nella P.A.! Questi infatti, hanno meno responsabilità che i CAPI Ufficio nel privato.
Commento inviato il 2017-02-18 10:42:43 da Socio
procurante, complimenti. un post veramente geniale. ha gia' ben risposto Claudione, inutile aggiungere altro.
Commento inviato il 2017-02-18 11:42:13 da percheiosoioevoinunseteunc...
Speriamo sia licenziabile anche chi,avendo una eminente carica pubblica va a farsi curare all'estero omettendo di presenziare alla camera,ad una qualsiasi votazione...Visto che dovrebbe essere lì pagata dai contribuenti.
Commento inviato il 2017-02-18 12:35:35 da hotanitaneo
era ora che licenziassero questi ladri.......
Commento inviato il 2017-02-18 17:59:55 da alfredo1946
Mi pare che ancomarzo 1978 abbia centrato la molteplicità di tutta la materia della p.a. e nel suo complesso la sua funzione!!
Commento inviato il 2017-02-18 20:22:08 da jola
Cari lettori vi vorrei rammentare che la frode allo stato e quindi alla collettività si fa con il cartellino e con tutta una serie di situazioni che un dipendente pubblico dalla capitale all'ultimo comune d'Italia può commettere!Non guardiamo solo a esso, ma a che cosa fa in servizio il dipendente, chiunque esso sia e qualunque cosa fa!Riflettiamoci!!!
Commento inviato il 2017-02-17 18:01:29 da jola
Procurante: spero che quando le servirà, trovi la metà dei medici a prestarle soccorso, la metà degli infermieri a farle un prelievo, il doppio degli alunni nelle classi dei suoi figli/nipoti (visto che ci saranno metà degli insegnanti....), la metà dei poliziotti a correre dietro a chi le ha sfilato il portafogli e la metà dei dipendenti dell'inps allo sportello quando dovrà avere informazioni sulla pensione. E non dimentichiamo la metà degli spazzini a svuotare i cassonetti sotto casa sua!!!
Commento inviato il 2017-02-17 17:45:19 da claudione
ORMAI è un vezzo criminalizzare i dipendenti statali
Commento inviato il 2017-02-17 13:34:04 da giulioconsole1
Premetto non sono uno che lavora con lo stato o ente pubblico, sono contro i furbetti e ladri, ma voglio sottolineare la soddisfazione di questa minestrina a poter essere negativa e punire, mai che dice premiamo anche quelli che sono onesti bravi e rinnoviamogli il contratto,sono convinto che il 90% sono gente onesta e corretta, poi ci sono statali e statali, prendiamo quelli al servizio attivo come scuole, tutto il personale che lavorano sempre in emergenza, senza la carta per fotocopie e igienica ecc.ecc.
Commento inviato il 2017-02-17 13:39:43 da Domenico50
Spero che dopo questa approvazione di legge ,tutti i furbetti del cartellino vengano licenziati in tronco con l'aggiunta dei pelandroni che non fanno il loro dovere nelle ore di lavoro Madia non si può aggiungere pure tutti gli assenteiste del PARLAMENTO ITALIANO come al senato che sono presenti due giorni la settimana? Per par condicio anche quelli degli ENTI LOCALI
Commento inviato il 2017-02-17 14:20:09 da Claude 47
Tutto bello... tutto giusto.....MA IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE??? E' DAL 2009 CHE NON SI FIRMA!!! I dipendenti pubblici pagano le imposte come gli altri dipendenti e non sono di serie B!
Commento inviato il 2017-02-17 14:29:28 da yellowred
Ne abbiamo circa la metà in più di quello che servirebbe. E ci costano un botto. Andrebbero licenziati per motivi di insostenibilità economica, come nel privato. Siccome questo governo di pusillanimi questo coraggio non ce l'ha, allora ben vengano le scorciatoie. Qualsiasi esse siano.
Commento inviato il 2017-02-17 14:29:59 da sr.pococurante
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