Telecom, esodi e nuove assunzioni: nel 2018 a casa in 4.500 con la Fornero
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di Umberto Mancini
Parte la trattativa sugli esuberi in Telecom Italia. Un piano triennale di ristrutturazione delle risorse umane che nell'ipotesi massima prevede fino a 11-12 mila esuberi, da gestire con prepensionamenti ex legge Fornero ed esodi incentivati, ma soprattutto in accordo con il sindacato. Allo stesso tempo scatteranno nuove assunzioni di giovani e tutta una serie di iniziative di riqualificazione professionale in un'ottica - è scritto nel piano consegnato dal gruppo di tlc ai sindacati - di modernizzazione e digitalizzazione di Telecom.

I DETTAGLI
Il primo incontro è previsto giovedì 18 con l'obiettivo, forse ambizioso, di chiudere la trattativa entro febbraio per garantire l'operatività del piano già a marzo. I numeri: secondo fonti sindacali circa 4.500 dipendenti dovrebbero lasciare il gruppo nel 2018 grazie utilizzando la legge Fornero, mentre altri 3.000 circa grazie all'applicazione dello strumento della cosiddetta solidarietà espansiva verranno sostituiti da altrettanti nuovi ingressi, favorendo in tal modo il ricambio previsto dal piano. In altre parole, il turnover generazionale - almeno nelle intenzioni del gruppo guidato da Amos Genish che in questo agisce in continuità con la gestione dell'ex ad Flavio Cattaneo - avviene attraverso l'utilizzo di tutti gli strumenti giuridici messi a disposizione dal codice. Proprio grazie a quest'ultimi Telecom Italia potrebbe arrivare sino a 11-12 mila uscite complessivamente (a fronte di 3 mila nuovi ingressi) ma il numero finale sarà naturalmente quello che scaturirà a conclusione della trattativa con il sindacato. In ogni caso, lo stanziamento provvisorio per gli esodi incentivati dovrebbe ruotare attorno a 700-800 milioni.

IL TRAGUARDO
L'obiettivo dell'azienda, secondo la strategia delineata nel Piano 2018-2020, è di trasformare rapidamente il gruppo, procedendo, tra l'altro, sulla strada della digitalizzazione dei processi e costruendo gli strumenti necessari per rinnovare il business. Un cambiamento che sul fronte delle risorse umane prevede «l'adeguamento rapido della struttura esistente ai cambiamenti tecnologici e organizzativi, la gestione degli effetti della cessazione della solidarietà difensiva conclusa a dicembre e l'applicazione dell'articolo 4 della Legge Fornero».

Quanto agli strumenti da utilizzare, in particolare il gruppo intende promuovere interventi sulla base del principio di solidarietà espansiva (si parla di una riduzione di 10-20 minuti al giorno dell'orario di lavoro per sostenere le nuove assunzioni) e dell'articolo 4 della Legge Fornero, anche alla luce della legge di Stabilità che ha esteso a sette anni la possibilità di prepensionamento. Infine, tramite incentivi all'esodo da offrire ai dipendenti che non rientrino nell'ambito di applicabilità dell'articolo 4. Ma non si escludono altri tipi di interventi innovativi da studiare con le sigle sindacali. Da rilevare che tra i dipendenti cui verrà proposta l'uscita dall'azienda figura un centinaio di dirigenti.

 
2018-01-11 00:00:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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2 commenti presenti
Assunzione di giovani ossia di nuovi schiavi con salari da fame e contratti capestro. Ma ci voleva uno straniero per realizzare questa grande strategia di rilancio?
Commento inviato il 2018-01-11 11:53:32 da minnamor
4500 a casa con le agevolazioni pagate dal governo-ape social- cioè da tutti noi. E siccome l'agevolazione dipende da un prestito bancario, altri soldi alle banche. Per quelli che saranno assunti, ovviamente col jobs act, il datore di lavoro avrà sgravi fiscali (meno tasse da pagare) dopodichè finito il periodo di sgravio, licenziamento, più o meno legittimo, tanto basta pagare tre mensilità.....
Commento inviato il 2018-01-11 16:56:09 da skywalker58
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