Ue, pacchetto contro l'evasione fiscale dei colossi del web
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Arriva il pacchetto della Commissione europea per combattere l'evasione fiscale delle multinazionali che sfruttano le differenze legislative dei 28 Paesi europei per pagare meno tasse possibile. L'idea è quindi di allineare le regole in materia di fisco per combattere l'elusione delle aziende, soprattutto i colossi del web, che operano in più paesi e spesso spostano i profitti dove è più vantaggioso.

«Miliardi di euro di gettito fiscale vanno persi ogni anno a causa dell'elusione fiscale: si tratta di risorse che potrebbero essere utilizzate per servizi pubblici come scuole e ospedali o per potenziare l'occupazione e la crescita. Per questo motivo gli europei e le imprese che rispettano le regole finiscono per pagare imposte più elevate. Si tratta di una situazione inaccettabile». Lo ha detto il commissario Ue agli affari fiscali Pierre Moscovici. Secondo i calcoli del Parlamento europeo ogni anno si perdono 50-70 miliardi nella Ue a causa dell'evasione fiscale delle imprese, una cifra pari a cinque volte la spesa per gestire i flussi di immigrazione nel 2015 e nel 2016. Di conseguenza le imprese locali sostengono un carico impositivo più elevato del 3% rispetto a quello delle multinazionali. L'equità fiscale «non è solo un problema morale ma anche di efficienza economica», ha detto Moscovici.  

Tra i pilastri su cui si fonda l'azione di Bruxelles: misure vincolanti per bloccare i metodi più comuni usati dalle multinazionali per eludere il fisco, una raccomandazione agli Stati su come prevenire gli abusi dei loro trattati fiscali, una proposta che chiede di Paesi membri di condividere le informazioni relative alle tasse delle aziende che operano in Europa, un nuovo procedimento per catalogare i Paesi terzi che rifiutano la concorrenza equa in materia
di tassazione.

La Commissione Ue vuole prima di tutto stabilire il principio che le multinazionali devono pagare le tasse dove realizzano i profitti, esattamente come tutte le altre imprese che operano in un paese Ue. Oggi, invece, sono molto comuni pratiche come lo spostamento dei profitti da casa madre a una filiale in un altro stato dove il carico fiscale è minore, oppure il rimpatrio di dividendi realizzati in un paese terzo e mai tassati né fuori Ue né in casa. Senza contare le aziende che sfruttano la deducibilità dei tassi d'interesse sui prestiti, facendoli tra sede centrale e filiali.

Il pacchetto anti-evasione di propone che gli Stati attuino misure coordinate, per rafforzare le loro difese collettive contro la pianificazione fiscale aggressiva. Inoltre stabilisce un approccio comune per affrontare minacce di evasione in Paesi terzi e per prevenire lo spostamento di profitti non tassati. Le misure di trasparenza assicureranno che tutti gli Stati abbiano le informazioni necessarie per trovare e reagire di fronte agli schemi di evasione pianificata. In questo modo, spiega la Commissione, tutti gli Stati saranno attrezzati per evitare situazioni di doppia non-tassazione e assicureranno che le aziende paghino le tasse dove realizzano i profitti. Le due proposte legislative del pacchetto saranno ora sottomesse al Consiglio per l'adozione e al Paramento per consultazione.

 
2016-01-28 16:43:05
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