Il caso Weidmann/ Più profondo il solco che ci divide da Berlino
di Romano Prodi
Non sappiamo se nei pochi giorni passati a Napoli sia entrato qualche sassolino nelle scarpe del presidente della Banca Centrale Tedesca. È certo tuttavia che, di passaggio a Roma nel suo viaggio di ritorno dopo una breve vacanza partenopea, Jens Weidmann di sassolini se ne è tolti parecchi. Anche in modo inusuale perché lo ha fatto non in un rituale colloquio con il suo collega italiano, ma in un pubblico incontro presso l’ambasciata di Germania. Un incontro a cui erano stati invitati giornalisti, politici, accademici e uomini d’affari, in modo che il messaggio arrivasse chiaro e forte a tutti. 
Molta era la curiosità degli invitati non solo per la personalità dell’oratore, ma anche perché l’incontro avveniva pochi giorni dopo una lunga intervista al <CF2>Financial Times</CF> nella quale Weidmann aveva sorprendentemente difeso la politica di Draghi proprio contro le critiche del ministro delle Finanze tedesco Wofgang Schaeuble, che aveva accusato la Banca Centrale Europea di avere aiutato, con la sua politica di bassi tassi di interesse, l'affermazione elettorale dei partiti di estrema destra in Germania.
Questa intervista aveva sorpreso un po’ tutti, dati gli stretti rapporti di collaborazione fra lo stesso Weidmann e la Cancelliera che, qualche anno fa, lo aveva inaspettatamente indicato come governatore della Bundesbank, sorprendendo coloro che sostenevano l'indipendenza assoluta fra governo e banca centrale. 


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2016-05-01 00:05:45
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1 commento presente
E si caro Prodi, con il tutto rispetto che merita Mattarella, io ti avrei visto volentieri presidente della repubblica.Sei un statista politico di ramo internazionale dovuto anche ai tuoi tanti impegni internazionali che hai occupato in passato e anche in presente. Peccato, veramente peccato,qui a Francoforte il nome di Prodi viene preso ancora oggi in seria considerazione. Penso spesso a questo giovanotto delle belle speranze che sta attualmente guidando il nostro paese, che ha contribuito con il suo gruppo in modo determinante per rottamarti,sapendo che avendo te come presidente, non sarebbe mai arrivato al posto che ora occupa.La tua non nomina è stato tutto un gioco politico sporco, Cosa possiamo fare, nulla, questa è purtroppo la nostra Italia.
Commento inviato il 2016-05-01 11:04:23 da mario da francoforte
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