Al via le trattative della Brexit. Chi ospiterà l'EBA e l'autorità dei farmaci?
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(Teleborsa) - Sono partite formalmente stamattina le trattative per la Brexit, che mirano a garantire l'uscita ordinata della Gran Bretagna dell'UE. A condurre i giochi vi sono il Capo negoziatore della Commissione europea, Michel Barnier, ed il segretario di Stato britannico, David Davis. Fra i temi più caldi c'è anche il "trasloco" di due importanti autorità europee, che attualmente hanno sede a Londra: l'EBA - European Banking Authority e l'EMA - European Medicine Authority. In vista dello spostamento, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker hanno lanciato nel fine settimana un bando: entro il 31 luglio i Paesi interessati ad ospitare le due autorità dovranno proporre la candidatura. L'Italia si è fatta avanti per accogliere l'EMA a Milano, ma per questa authority le candidature sono molte, mentre per l'EBA sembrerebbe scontata la scelta di Francoforte, che già ospita la BCE. Dietro una scelta che potrebbe sembrare all'apparenza molto semplice c'è un complesso ed articolato sistema di voto a maggioranza: ogni stato dell'Unione avrà a disposizione sei voti e dovrà dare tre voti alla prima scelta, due voti alla seconda e un voto alla terza. Per essere scelta, la sede dovrà ottenere i voti di almeno 14 paesi, altrimenti si passerà ad una seconda votazione fra le tre sedi più votate ed infine ad un ballottaggio. Quanto agli argomenti di tipo più economico, è tutto ancora da decidere, ma le lobby di carattere economico propendono per runa "soft Brexit", cioè per il mantenimento di garanzie di libero scambio di merci tra UK e UE, minimi obblighi doganali e un sistema di impiego flessibile. Fra queste la Camera di Commercio e la Confindustria britanniche (Confederation of British Industry, o CBI), la federazione dei datori di lavoro (Engineering Employers' Federation, o EEF), l'Associazione delle piccole e medie imprese e quella dei dirigenti, hanno chiesto ai negoziatori di dare priorità alle garanzia per i cittadini UE che lavorano in Gran Bretagna e per quelli inglesi che vivono in Paesi UE. Altro tema cruciale è il calendario di conclusione delle trattative, sul quale Gran Bretagna ed UE restano fondamentalmente divise. Bruxelles vorrebbe infatti mettere in chiaro tutti i rapporti economici e sociali immediati, mentre Londra vorrebbe già parlare delle relazioni che intercorreranno fra Regno unito e UE dopo il 2019.
2017-06-19 19:15:02
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