In Grecia i bambini soffrono la fame
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(Teleborsa) - La crisi sta colpendo duro in tutto il mondo riducendo sempre più famiglie alla fame: la Grecia è in ginocchio, mezzo milione di bambini soffre la fame.
Quando parliamo di fame nel mondo siamo portati a pensare ai paesi sottosviluppati dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina, ma oggigiorno non bisogna andare così lontano per trovare bambini sottopeso e famiglie che vivono nel dramma alimentare. Proprio accanto a noi, infatti, c'è un popolo allo stremo: quello greco. Sono i fatti a dimostrarlo, basti pensare che il governo ellenico ha autorizzato i supermercati a vendere a un terzo circa del loro prezzo i prodotti scaduti, cercando di agevolare coloro che non riescono a far mangiare i propri figli tutti i giorni e a ridurre gli abbandoni scolastici, visto che le famiglie mandano i bambini a lavorare per la disperazione. In Grecia quasi un bambino su quattro è povero, mentre i minorenni che vivono sotto la soglia di povertà sono 439.000. Secondo il Comitato Greco dell'Unicef, inoltre, la Grecia ha la più alta percentuale di bambini sottopeso dei paesi Ocse. Il numero di suicidi cresce a dismisura: solo nella prima metà del 2011 ha registrato un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2010. Gli omicidi e le rapine nel paese sono praticamente raddoppiati ma a far riflettere è soprattutto la notizia relativa ad un vertiginoso incremento dei malati di HIV, con alcune persone che sono arrivate addirittura a decidere volontariamente di contrarre il virus per ricevere un sussidio di 700 euro al mese. Cosa dire di più? Le parole sono finite, quello che serve ai greci sono i fatti anche se si continua a parlare di misure di austerity, con i partner europei più interessati al rientro del debito che alla tragedia umana. Il presidente greco, Karolos Papoulias, non ne può più e finalmente ha detto basta, dichiarando di non voler più cedere alle pressioni dei creditori stranieri. Durante la commemorazione della resistenza contro il fascismo nella Seconda Guerra Mondiale, Papoulias ha detto che i “greci hanno dato il sangue e qualunque cosa potevano, nel 1940 e oggi, hanno dato tutto... per superare la crisi. Ciò deve essere apprezzato dall'Europa. Il popolo greco non darà più altro”, respingendo al mittente ogni ulteriore richiesta di tagli agli stipendi e alle pensioni o aumenti delle tasse. I sogni di gloria per i nostri cugini del Mediterraneo si sono amaramente spenti con l'entrata nell'euro. Gli abitanti di quello che una volta era l'Olimpo, la casa degli Dei, oggi hanno le tasche vuote e il futuro pieno di incertezze.
27 Nov 2013 17:30 - Ultimo aggiornamento:
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