Lavoro: in Italia i NEET oltre la media dell' UE
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(Teleborsa) - Quest'anno si conferma positivo il mercato del lavoro e la crescita economica continua. Con oltre 234 milioni di persone che hanno un impiego, l'occupazione non è mai stata così elevata come oggi nell'UE e la disoccupazione è al suo livello più basso dal dicembre 2008. Lo rivela la Commissione UE che ha pubblicato i dati dell'indagine 2017 sull'Occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (ESDE). Il report evidenzia che sono comunque le generazioni più giovani a soffrire di più. "Guardando oltre il progresso sociale ed economico generale, le prove dimostrano un onere particolarmente elevato sulle generazioni più giovani, aggravato dall'invecchiamento demografico. Sono i giovani infatti quelli che tendono ad avere maggiori difficoltà nel trovare un posto di lavoro. E il lavoro che trovano spesso assume le sembianze di forme di lavoro non standard e precario che in futuro sarà soggetto  a pensioni inferiori rispetto ai salari. Ecco perché la revisione ESDE del 2017 si concentra sulla giustizia intergenerazionale: dobbiamo assicurare che tutte le generazioni beneficino delle attuali positive tendenze economiche e che i giovani in Europa avranno almeno le stesse opportunità dei propri genitori", si legge nel report. Guardando all'Italia, quasi un giovane su cinque in Italia, nella fascia tra 15 e 24 anni, non ha e ne cerca un lavoro e ne tanto meno è impegnato in un percorso di studi o di formazione. Si tratta dei cosiddetti NEET. Acronimo inglese che sta per "Not (Engaged) in Education, Employment or Training". Se l'OCSE colloca l'Italia agli ultimi posti nella classifica sul mercato del lavoro  Bruxelles non dipinge prospettive più rosee per il nostro Paese che vanta uno dei tassi più alti d'Europa di NEET: il 19,9% contro una media nel Continente dell'11,5%. È uno dei dati che emerge dall'indagine pubblicata oggi dalla Commissione. Il report evidenzia non solo le difficoltà che i giovani incontrano nell''affacciarsi al mondo del lavoro, ma anche tutte le conseguenze che questo comporta. Nel 2016, la disoccupazione fra i 15 e i 24 anni è stata al 37,8%, in calo rispetto al 40,3% del 2015, ma comunque la terza in Europa dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%). Chi riesce a trovare un lavoro, invece, in più del 15% dei casi ha contratti atipici (fra i 25 e i 39 anni, nel Regno Unito è meno del 5%, dati 2014), è "considerevolmente più a rischio precarietà", e se ha meno di 30 anni guadagna in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Ne consegue che i giovani italiani escono dalla famiglia e fanno figli fra i 31 e i 32 anni, più tardi rispetto a una decina di anni fa e molto dopo la media UE, che si arresta intorno ai 26 anni.
2017-07-17 18:30:02
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