Spesometro: proroga al 5 ottobre, ma i commercialisti insorgono: non è sufficiente
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(Teleborsa) - L'Agenzia delle Entrate tenta di porre rimedio al caos che si è scatenato ieri 25 settembre sullo spesometro che riprenderà a funzionare oggi 26 settembre. Lo assicura il Fisco che ha fissato una nuova proroga per l'invio telematico al 5 ottobre e non più al 28 settembre a causa del servizio web che è andato in tilt. "Il servizio web per l'invio dei dati delle fatture sarà quindi ripristinato, con l'eccezione di alcune funzionalità sulle quali sono in corso ancora interventi da parte di Sogei volti a ripristinare al più presto il servizio completo", si legge nella nota dell'Agenzia. "In particolare non sono ancora attive le seguenti funzionalità: modifica dei dati fattura attraverso interfaccia web; la visualizzazione delle notifiche di esito delle sole fatture elettroniche, delle comunicazioni trimestrali IVA e quelle relative ai corrispettivi; la precompilazione dei dati all'interno della funzionalità di generazione dati fattura. In considerazione dei disagi sopravvenuti - spiega ancora la nota - saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017. Inoltre, gli uffici dell'Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l'adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall'originaria scadenza". I commercialisti insorgono. I professionisti  ritengono "assolutamente insufficiente" la proroga. "Pur apprezzando l'iniziativa del direttore Ruffini che, nei limiti dei suo poteri, sta cercando di gestire scelte, problemi ed errori generati da altri - scrive in una nota il Consiglio Nazionale dei Commercialisti - resta il fatto che questa nuova, ennesima proroga è, esattamente come le altre, assolutamente insufficiente. Gli enormi problemi che il nuovo spesometro sta generando sono sotto gli occhi di tutti. Era stato proprio il Consiglio nazionale dei commercialisti nei giorni scorsi, in un rapporto di leale e trasparente collaborazione, a segnalarli per tempo all'amministrazione finanziaria, a partire dai problemi legati alla privacy che hanno indotto alla chiusura del sito delle Entrate. Avevamo sperato che potessero essere risolti con maggiore celerità. Cosi' non e' stato e molto tempo e' stato perso per un adempimento la cui complessità, del resto, avevamo denunciato da tempo. Per queste ragioni chiediamo che sia ora il Governo a provvedere ad una più efficace soluzione di questa situazione, con scelte più radicali, a partire dalla revisione dell'istituto".
2017-09-26 08:45:01
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