Usa, la Fed alza i tassi. Yellen saluta e lascia la guida a Powel
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La Fed alza i tassi di interesse e prevede tre ulteriori strette nel 2018. Si chiude così con il terzo aumento dell'anno e il quinto dal 2006 l'era della colomba Janet Yellen alla guida della Fed. Una decisione scontata da Wall Street, poco mossa dall'annuncio, ma che arriva in una giornata cruciale, quella dell'accordo di principio fra la Camera e il Senato su un taglio delle tasse per 1.500 miliardi di dollari. Un'intesa in extremis anche per superare gli ostacoli politici della vittoria del democratico Dough Jones in Alabama e del conseguente assottigliamento della maggioranza repubblicana in Senato.

Sono proprio sulle tasse e sull'impatto della riforma sull'economia le prime domande che vengono rivolte a Yellen.
Senza sbilanciarsi il presidente della Fed ammette che la riforma può spingere la crescita nei prossimi anni, alimentando la domanda. Ma - aggiunge Yellen - restano molte incertezze. «Sono personalmente preoccupata per l'andamento del debito americano» e la riforma della tasse si prevede che lo «aumenti».

L'atteso taglio delle imposte è stato uno dei fattori che ha spinto la Fed a rivedere al rialzo le stime di crescita
americane per il 2018 e 2019, tagliando sotto il 4% - al 3,7% - quelle sul tasso di disoccupazione. La Fed stima per il prossimo anno una crescita del 2,5% dal 2,1% previsto in settembre. Riviste al rialzo anche le stime per il 2019, quando il pil dovrebbe crescere dell'1,9-2,3% rispetto all'1,7-2,1% stimato in settembre. «L'economia americana cresce sostenuta» dice la banca centrale, che in un contesto di ripresa alza il costo denaro di un quarto di punto a una forchetta compresa fra l'1,25% e l'1,50%. «L'andamento dell'attività garantisce aumenti graduali dei tassi di interesse» spiega la Fed, constatando progressi anche sul fronte dei salari. L'inflazione resta invece debole e si stabilizzerà intorno all'obiettivo della Fed del 2% in un paio d'anni.

Yellen lascia a Jerome Powell quindi un'economia in buono stato di salute. «È la mia ultima conferenza stampa. Il prossimo mese e mezzo lo dedicherò a una transizione dolce per il mio successore» dice il presidente della Fed, che lascerà l'incarico non appena Powell avrà giurato.

Powell è una delle prime caselle riempite dal presidente Donald Trump all'interno della Fed. Trump ha l'occasione quasi unica di ridisegnare interamente la banca centrale, dovendo nominare nel suo primo anno alla presidenza cinque membri del board della Fed, e questo senza contare la nomina Powell. Il board della Fed è composto da sette membri che hanno mandati da 14 anni per isolarli dall'influenza politica. Una volta che Trump avrà riempito tutte le casella ci sarà un solo membro del board non nominato dal presidente. Gli analisti sono consapevoli che tutto potrebbe cambiare con le nomine. «L'aumento dei tassi e le stime di oggi sono una non notizia. Quello che veramente conta - dicono - è chi sarà scelto per il board e cosa questo significherà per la politica monetaria».
 
2017-12-13 20:30:05
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3 commenti presenti
intenzione....ecco spiegato motivo per cui analisti finanziari rivalutano astrologi,,,, se economia reale non collima con intenzioni,,,frittura
Commento inviato il 2017-12-13 22:06:24 da fatti neri
per tassi e annunci serve economia reale che cammina di pari passo, la politica di trump porta una pratica antica che prodi & c. hanno disatteso aprendo al mondo, IL PROTEZIONISMO. essa è arma a doppio taglio ma un grande paese può permetterselo quindi viene da chiedersi se europa tutta è agli occhi del mondo un grande paese? ovviamente NO e euro ha 4 anni di vita, quelli che servono a recuperare mole npl, ai derivati non ci arriviamo,,,faremo di questi il gioco dell'uva perchè non si tratta di una montagna di soldi come npl bensì di UNA CATENA MONTUOSA con intrecci occulti in mano ai poteri forti. tra 4 anni saremo molto più tassati di oggi con prospettive funeste se non ci ribelliamo alla ue.fatti neri
Commento inviato il 2017-12-13 22:38:50 da fatti neri
come sempre una nuova vittoria dell'alta finanza e una perdita del popolo americano, pochi sanno che la federal bank appartiene alle lobby dell'alta finanza, presidenti che vollero nazionalizzare la fed vennero uccisi
Commento inviato il 2017-12-14 11:57:24 da assad
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