Gucci acquista Richard Ginori
per 13 milioni di euro
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ROMA - Una sola busta, una sola offerta al tribunale fallimentare: oggi, termine fissato per l'asta della Richard Ginori, è stato il gruppo Gucci ad aggiudicarsi provvisoriamente la storica azienda delle porcellane di Sesto Fiorentino dichiarata fallita dal tribunale di Firenze lo scorso 7 gennaio. L'offerta di Gucci, che aveva dato il via alla nuova asta (una prima era andata deserta il 19 marzo), prevede un prezzo di 13 milioni di euro e la riassunzione di 230 lavoratori su 304.

Il giudice delegato del tribunale fallimentare di Firenze, Isabella Mariani, ha aperto l'unica busta pervenuta alla scadenza e letto l'offerta in presenza del curatore fallimentare Andrea Spignoli, dei legali della società GRG del gruppo Gucci, dei rappresentanti dei creditori e, soprattutto, di una nutrita delegazione di lavoratori di Richard Ginori. Domani a Milano il vertice della maison presenterà nel dettaglio l'operazione.

Fin qui Gucci, che ha presentato la sua prima offerta irrevocabile lo scorso 26 marzo, ha dichiarato di voler tutelare e rilanciare un marchio storico come quello Richard Ginori, indicando una prospettiva industriale di medio-lungo termine. Il piano industriale di massima allegato all'offerta presentata prevederebbe un'estensione della gamma di prodotto nel settore del tableware, con l'impegno a investire «sostanziali risorse» per sostenere i piani produttivi, e «sostenere i valori del Made in Italy attraverso la valorizzazione, formazione e mantenimento delle risorse umane qualificate in Italia».

Da domani parte la trattativa tra offerente e sindacati: l'assenso di questi ai contenuti dell'offerta è decisivo per il perfezionamento del contratto. Il 31 maggio scadenza fissata per l'aggiudicazione definitiva a Gucci. I lavoratori, che hanno dato vita a presidi davanti al tribunale e alla fabbrica di Sesto, facendo suonare a lungo la storica sirena dello stabilimento, hanno accolto con un sospiro di sollievo l'annuncio, ma anche con preoccupazione per i 74 eventuali esuberi: al termine del periodo di cassa integrazione straordinaria, il 7 gennaio 2014, si aprirebbe la via della mobilità. «Dobbiamo approfondire il progetto industriale illustrato, intavolando una trattativa volta a minimizzare i danni sociali di questo fallimento», hanno dichiarato le segreterie provinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil. Parlano di «trattativa complicata» anche i Cobas che promettono di presentarsi al tavolo con Gucci «con nostre proposte per un'occupazione il più alta possibile».

Il closing dell'operazione è fissato per il 22 maggio: un mese di tempo, dunque, per chiarire il futuro della nuova Ginori e dei suoi lavoratori. Soddisfatte le istituzioni: «La Ginori deve restare a Sesto Fiorentino, deve mantenere alta la qualità del proprio prodotto e deve determinare la più alta occupazione possibile», ha affermato il sindaco Gianni Gianassi. «Grande soddisfazione», anche da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per l'esito dell'asta.
22 Apr 2013 19:56 - Ultimo aggiornamento:
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