Ripartono i mutui per le coppie under 35:
pronto il decreto con regole più snelle
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PER APPROFONDIRE
di Marco Esposito
ROMA - Nuova partenza per i mutui giovani coppie. Lanciati nel 2011 ma mai decollati, i prestiti per l’acquisto della prima casa stanno per essere aggiornati con regole più snelle, anche se l’accoglienza da parte delle banche andrà verificata sul campo. La Corte dei Conti sta valutando dal punto di vista formale il decreto ministeriale firmato da Fabrizio Saccomanni (Economia), Maurizio Lupi (Infrastrutture) e Josefa Idem (l’ex ministro, fino al giugno scorso titolare delle Politiche giovanili) con il quale si riscrivono le regole per l’utilizzo dei 50 milioni del Fondo per la Casa, un tesoretto di fatto inattivo da oltre due anni. Diverse le novità del decreto, che il Messaggero è in grado di anticipare in attesa del via libera formale dei magistrati contabili e della pubblicazione in Gazzetta. La novità più importante è la fine del vincolo sul reddito da lavoro dipendente. Nella prima versione dei mutui agevolati bisognava rispettare una clausola-trappola: «Non più del 50% del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef deve derivare da un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato». Caduti i vincoli sulla tipologia del reddito, diventa meno stringente anche il tetto di reddito Isee, che nell’ultima versione del decreto sale dai 35.000 precedenti a 40.000 euro annui familiari. Anche la casa si «allarga», visto che la dimensione massima dell’immobile passa da 90 a 95 metri quadrati. Il finanziamento può essere chiesto da numerose tipologie di famiglie: la coppia sposata senza figli; la coppia sposata con figli; la coppia convivente con almeno un figlio minore in comune; il monogenitore con figlio ancora minorenne. Per tutti vale il limite di età di 35 anni. Sono escluse le coppie conviventi senza figli o le coppie conviventi con figli anche minori ma senza almeno una maternità e paternità in comune.

LE CONDIZIONI
Il prestito massimo concedibile è di 200.000 euro mentre non c’è limite al valore dell’immobile da acquistare. I tassi agevolati sono legati all’Euribor (in caso di mutuo a tasso variabile) oppure al cosiddetto Irs (in caso di mutuo a tasso fisso) maggiorato al massimo di un punto e mezzo. Rispetto alle attuali condizioni di mercato il risparmio sugli interessi è di circa un punto e mezzo. L’istituto è anche libero di chiedere spese di istruttoria e spese di perizia. Nelle convenzioni attivate per la prima fase dei mutui prima casa, gli importi delle spese sono stati piuttosto differenziati. Per le spese di istruttoria si andava da zero a 2.000 euro mentre per le spese di perizia la forbice era ristretta tra un minimo di 250 e un massimo di 320 euro. Il Fondo per la Casa ha una disponibilità di 50 milioni di euro e ha carattere rotativo, ovvero si alimenta man mano che vengono restituite le rate da parte dei beneficiari. Anche ipotizzando che tutti i mutui raggiungano i 150.000 euro e quindi la garanzia arrivi al tetto di 75.000 euro, la capienza del fondo è molto superiore ai 666 prestiti teorici, perché ogni rata restituita va a ridurre l’esposizione con la banca e quindi a incrementare il fondo stesso.
25 Ago 2013 10:22 - Ultimo aggiornamento:
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