Ecco gli algoritmi per il welfare. E gli attuari?
Immagine Jeff Bezos
di Marco Barbieri
La newco annunciata negli Usa dall'Amazon di Jeff Bezos, dalla conglomerata Berkshire di Warren Buffet e dalla Jp Morgan, per mettere mano al welfare sanitario, ha un nemico annunciato. Lo ha spiegato Warren Buffet: "La crescita a dismisura dei costi della sanità è un affamato verme solitario" che mina la crescita economica americana. I colossi della grande distribuzione tradizionale (Berkshire Hathaway) e online (Amazon), della finanza (JpMorgan), con il mix delle tecnologie digitali e delle assicurazioni, si  prefiggono di riuscire a elaborare i nuovi algoritmi per individuare le prestazioni giuste al prezzo giusto. La quadratura del cerchio della spesa sanitaria. La sodddisfazione dei lavoratori americani privi di un sistema sanitario di tipo europeo, quindi stretti dalla morsa di costi assicurativi indispensabili per accedere ai servizi della salute. L'algoritmo manderà in pensione l'attuario? Le propensioni al consumo registrate dal lavoratore consentiranno di abbassare la guardia sulla quotazione del rischio? Si dirà che gli Stati Uniti non sono l'Europa e nemmeno l'Italia. Si dirà che il Sistema sanitario nazionale (Ssn) in Italia offre coperture pubbliche che negli Usa se le sognano. Ma sarebbe inopportuno non cogliere la suggestione di questa improvvisa accelerazione del nuovo welfare d'oltreoceano. Almeno per farci ricordare alcuni elementi essenziali per il nostro nuovo welfare. Almeno per quel che attiene alla sanità. Innanzitutto la nostra spesa sanitaria non è alta come si dice. Né quella pubblica, né quella privata. La spesa pro capite italiana (2470 euro) per il Ssn è circa la metà di quella tedesca e svedese e di mille euro inferiore a quella francese. E nonostante la progressiva crescita della spesa sanitaria out of pocket (giunta intorno ai 38 miliardi nel 2017) spendiamo  meno (pro capite: 802 euro) degli spagnoli (949), dei francesi (943), dei svedesi (852) e degli inglesi (840). Quindi il nostro verme solitario - per dirla con Warren Buffet - è meno famelico o meno preoccupante di quello americano. Resta il fatto che il segnale che viene dagli Usa debba essere registrato: la spesa sanitaria ha bisogno di una razionalizzazione e di una valutazione integrale "a prescindere da chi sia il finanziatore" commenta Marco Vecchietti, consigliere delegato di Rbm Salute. "Ottimizzare le risorse, fare economie di scala, evitare le duplicazioni - continua Vecchietti - è necessario per tutti. E fa bene a tutti. Anche ai sistemi europei universalistici, in cui il pubblico ha un ruolo preponderante. E dove il privato svolge una funzione complementare, integrativa". Anzi, i sistemi pubblici fanno più fatica a raggiungere obiettivi di razionalizzazione. E poi scelgono la scorciatoia dei tagli delle prestazioni. E dei finanziamenti, come acccade in Italia. Le tecnologie digitali e i device disponibili devono favorire interconnessioni impensabili fino a pochi anni fa. La digitalizzazione della sanità e del welfare è una condizione imprescindibile. Almeno questo dobbiamo prenderlo come lezione da Bezos e Buffett.
2018-01-31 17:26:48
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