Ilva, rotte le trattative sugli esuberi si va verso lo sciopero
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di Gi.Fr.
Il futuro dell'Ilva torna più nebuloso che mai. L'incontro di oggi al Mise doveva essere quello decisivo, e invece è finita con la rottura delle trattative. Il nodo è sempre lo stesso: l'organico. Il nuovo acquirente, la newco capitanata da ArcelorMittal, si è irrigidita sul numero degli occupati: 10.000 in partenza con un decalage entro il 2023 fino a 8.500.

Per i sindacati - che chiedevano garanzie occupazionai per tutti gli attuali dipendenti (quasi 14.000) - è stata una doccia fredda. E la reazione per ora è unitaria. «L'incontro è andato male
» riferisce tra lo sconsolato e l'irritato il leader Uilm, Rocco Palombella.  «Allo stato attuale senza un cambio di posizione dell'azienda non c'è nessuna possibilità di procedere alla trattativa» dice il leader Fiom, Francesca Re David. «Mittal ha dimostrato una forte rigidità alle nostre richieste. Non ci sono le condizioni per poter andare avanti» concorda il nuemro uno Fim Cisl, Marco Bentivogli.  A poco è servita l'ennesima precisazione del ministro Carlo Calenda che ha ribadito come «nessun lavoratore andrà a casa» visto che gli esuberi rimmarranno in capo ai commissari straordinari per completare i lavori del piano ambientale. Molto probabilmente si va verso uno sciopero.  La decisione sarà presa dopo l'esito delle assembleee che i sindacati convocheranno sito per sito.

 
2018-04-26 17:47:08
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