Padoan: «Così taglieremo le tasse sulla casa. L'Europa non potrà dire no»
Immagine
di Osvaldo De Paolini
Ministro Pier Carlo Padoan, non ritiene mortificante che Bruxelles pretenda di scegliere quali tasse il governo italiano possa tagliare? Non basta che alla fine i conti tornino?

«Con la Commissione il confronto si basa sulla strategia, al di là dei numeri, e la strategia indicata nel Def è confermata: deficit ancora in calo, quindi debito in calo dal 2016. Nonostante un’inflazione più bassa del previsto, che non dipende dal governo».



Dunque gli italiani possono davvero fare festa: dall’anno prossimo stop definitivo alle tasse sulla prima casa.

«Sì. Nell’ambito della strategia che stiamo perseguendo è una scelta che ha una logica precisa, soprattutto ora che anche nel settore delle costruzioni ci sono segni di ripresa dell’occupazione dopo 19 trimestri in caduta».



Vi ha colti di sorpresa l’accelerazione del Pil che ora sembra proiettato verso una crescita dello 0,9-1% contro la previsione dello 0,7% che a primavera sembrava persino ottimistica?

«Il dato della crescita non ci ha sorpresi, eravamo coscienti di aver fatto una previsione prudente. E’ presto però per immaginare scostamenti come quelli indicati da lei. Ora stiamo lavorando all’aggiornamento delle stime del Def e in quel contesto potremmo registrare un miglioramento. Ci ha invece sorpresi la crescita dell’occupazione».



Per quale ragione?

«Perché è cresciuta più di quanto ci saremmo aspettati in relazione all’andamento del Pil. Evidentemente il combinato disposto tra riforma del lavoro e decontribuzione per i nuovi assunti ha cominciato a fare effetto. La stessa composizione del Pil appare di qualità più solida. Non che l’export sia meno importante, e tuttavia se a crescere è anche la domanda interna la musica non può che cambiare in meglio».



Non vorrà dirmi che è merito degli 80 euro in busta paga...

«Certamente. Gli 80 euro hanno contribuito non solo ad aumentare il reddito disponibile, ma anche a innescare il circolo virtuoso della fiducia tra i consumatori. Mentre è netta la percezione che le riforme hanno cominciato a produrre effetti concreti».



Tutto ciò non è poco, ma basta a spiegare la maggiore sicurezza con la quale vi apprestate ad affrontare la Commissione sul tema della flessibilità?

«Siamo tra i pochi paesi dell’eurozona con deficit sotto il 3% e una dinamica del debito in calo, la strategia di crescita in un contesto di consolidamento dei conti sta dando i suoi frutti. Ci aspettiamo attenzione e rispetto».



Quanto alla flessibilità, grazie alle proiezioni più ottimistiche il Messaggero ipotizza una dote per il 2016 accresciuta a 9-10 miliardi. Conferma?

«È presto per fare previsioni di questo genere».



Ormai la legge di stabilità per il 2016 è in lavorazione: ministro, ci dia qualche numero.

«Quando il ministro dell’Economia fornisce un numero, di fatto impegna il bilancio dello Stato. Avrete i numeri quando saremo certi delle grandezze in gioco».



I giornali fanno tuttora confusione quando tentano di delineare le coperture a fronte del taglio delle tasse indicato in 35 miliardi entro il 2018. Può riepilogare le fonti di provvista?

«Anzitutto va chiarito che la strategia di riduzione delle tasse non comincia oggi ma ha un orizzonte di legislatura. Se consideriamo i 10 miliardi degli 80 euro in busta paga stanziati a partire dal 2014 e i circa 5 miliardi dall’eliminazione del costo del lavoro dall’Irap, una parte importante delle misure e delle relative coperture sono già operative. L’esigenza di coperture nuove verrà soddisfatta con tagli di spesa, minori costi per interessi sul debito e maggiori introiti fiscali indotti dalla crescita».



Lei ha dichiarato che i tagli alle tasse «saranno permanenti e sostenibili», il che significa che si baseranno su coperture certe, tali da non mettere a rischio la stabilità dei conti. Oggi conferma che la via maestra è la spending review. Fino ad ora chi ha tentato di cimentarsi in tagli robusti della spesa si è scontrato con il muro degli interessi particolari, Che cosa le fa pensare che le cose siano cambiate?

«Tagliare non vuol dire solo cancellare. La revisione serve anche a rendere la spesa più efficiente, con risultati che possono essere sorprendenti sul piano dei risparmi e della riduzione degli sprechi. Concentrare - come abbiamo fatto - gli acquisti della Pa nelle mani della Consip, uniformando i prezzi e spingendo sugli sconti, è un passo in questa direzione».



Provi a sintetizzare la nuova strategia del governo in non più di tre pilastri.

«Completamento delle riforme strutturali, ulteriore sostegno agli investimenti, accelerazione del taglio delle tasse in sintonia con il miglioramento del Pil».



Nel processo di rafforzamento dei sostegni alla crescita si era parlato di ruolo preciso della Cdp. Sulla nuova governance e sui patti tra i partecipanti al capitale sappiamo più o meno tutto. Sulle nuove strategie e sulla nuova funzione nulla sappiamo. Vuole spiegarle ora?

«Sgombro il campo da un equivoco: tra i nuovi compiti della Cdp non rientra il salvataggio di aziende prive di possibilità di sviluppo; rientra il sostegno di realtà, come nel caso dell’Ilva, che rappresentano un valore per patrimonio tecnologico o per ruolo strategico nell’economia nazionale ma sono temporaneamente in difficoltà. Cdp può giocare un ruolo in questo campo e in quello della cooperazione allo sviluppo».



C’è anche il capitolo della gestione dei risparmi degli italiani che Poste affida a Cdp.

«Qui dobbiamo constatare un cambiamento di scenario determinato dalla persistenza di rendimenti molto bassi. Questo impone una riflessione sul sostegno agli investimenti a lungo termine. Ovviamente resta la funzione essenziale del sostegno al debito pubblico».



Torniamo ai rapporti con l’Europa. Prima dell’estate si era detto che entro settembre Bruxelles avrebbe dato il via libera alla cosiddetta «bad bank light» per risolvere in via definitiva il problema del forte contenzioso che affligge i bilanci delle banche italiane.

«Confermo la previsione di un provvedimento a breve, anche se il problema è in buona parte avviato a soluzione con le misure introdotte dal governo in favore delle banche sulla fiscalità legata alle perdite su prestiti e quelle per rendere più facile e veloce la riscossione dei crediti per qualunque operatore economico».



Con il ritorno dalle vacanze si riaccende il dibattito su un trilemma che coinvolge anche l’Italia: l’Europa non può avere insieme piena integrazione finanziaria, stabilità finanziaria e politiche fiscali indipendenti. Deve fatalmente rinunciare a una. Lei a quale rinuncerebbe?

«Alle politiche fiscali indipendenti, perché l’integrazione e la stabilità sono irrinunciabili».



Che cosa pensa del progetto di Wolfgang Schauble di assegnare la vigilanza sui bilanci dei governi a un soggetto terzo, cioè sganciato dalla Commissione europea?

«Mi trovo spesso in sintonia con il ministro delle Finanze tedesco, ma le sue preoccupazioni sull’Europa sono soprattutto sull’azzardo morale, mentre io attribuisco più importanza alla capacità di condividere i rischi. Credo che un ministro delle Finanze europeo capace di definire una politica di bilancio dell’eurozona, che risponda a un Parlamento legittimato da un voto, possa essere parte della soluzione».



La Borsa cinese fa i conti con gli eccessi della speculazione e la bolla è fatalmente scoppiata. Se la correzione dovesse continuare probabilmente inciderebbe sulla velocità di crescita di quel Paese, generando scosse anche sui mercati delle materie prime. Fino a che punto l’Europa è in grado di difendersi dal potenziale contagio?

«Che la Cina avrebbe frenato si sapeva da tempo. Così come era prevedibile la trasformazione strutturale di quel mercato, vista la crescita impetuosa. Ora molto dipende dalla capacità delle autorità di Pechino di dimostrare di saper gestire questa trasformazione. Per il mondo è importante capire quale sarà il tasso di crescita della Cina nei prossimi anni. E’ quindi necessario che i provvedimenti che verranno via via assunti siano chiari. Se così sarà, il rischio del contagio sarà molto limitato».



Dopo la tempesta di luglio possiamo dire che l’uscita della Grecia dall’euro è scongiurata? C’è chi sostiene che le turbolenze non siano finite.

«Quello stretto tra Atene e Bruxelles è un accordo importante, ma va implementato. Fra pochi giorni i greci verranno nuovamente chiamati alle urne, il mio auspicio è che il nuovo governo dia segnali di conferma alla via imboccata da Tsipras. Mai come oggi il destino della Grecia è nelle mani del suo governo».



Janet Yellen, la presidente della Fed, non parteciperà al G20 di Ankara in calendario domani (oggi per chi legge). La sua assenza è stata notata anche durante il meeting di fine agosto a Jackson Hole. Pensa che ciò voglia significare che ha già assunto una decisione in merito al rialzo dei tassi americani?

«Dalla riunione della Fed di metà mese ci dividono due settimane, è perciò presto per trarre conclusioni. Penso invece che le assenze di Janet siano legate al fatto che non si voglia esporre con dichiarazioni premature. Personalmente credo non sia scontata una decisione di rialzo dei tassi: sebbene l’economia Usa sia particolarmente vivace, sul tavolo c’è il rallentamento della Cina. E la Fed negli ultimi anni ha dimostrato di prendere decisioni in modo non meccanicistico ma piuttosto assai pragmatico».
2015-09-04 08:07:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CONDIVIDI NOTIZIA

PER POTER INVIARE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO

Se sei già registrato inserisci username e password oppure registrati ora.



19 commenti presenti
1 2
Busta paga Le tasse tagliatele sulle buste paga invece di sfinirci con le solite stupidaggini sulle case di proprietà che non dovrebbero già pagarle.
Commento inviato il 2015-09-04 12:23:36 da Spektr
Aspetta un momento.. Lo dovrà decidere il parlamento tedesco della Merkel se si può fare, altrimenti dietro front di corsa.
Commento inviato il 2015-09-04 09:40:08 da Domenico50
ripristino su irpef reddito prima casa in realta si sta studiando di ABOLIRE (o rimodulare a favore degli evasori con basso reddito IRPEF)la detrazione sulla prima casa che di fatto (se non di natura!!!) la rende esente da IRPEF. Trattandosi di detrazione non sarebbe identificabile come nuo tassa o sostitutiva.
Commento inviato il 2015-09-04 16:25:57 da platone
anche Padoan... come Saccomanni vede il lumino in fondo al tunnell?
Commento inviato il 2015-09-04 17:21:41 da nobodi
Attendiamo ottobre. Sembra proprio che l eliminazione dell IMU non sia per nulla gradita in Europa.Infatti si sentono voci che vanno in direzione di rottura con l Italia.Infatti si dice,\"\" I conti finali li faremo alla presentazione della legge di stabilita a ottobre, non saremo piu disposti a concedere questa flessibilita come richiesta dall Italia.\"\".Beh, allora aspettiamo ottobre, sono curioso di vedere come questa storia finira.Chi avra il braccio piu lungo?? Io posso gia pensare come andra a finire.
Commento inviato il 2015-09-04 18:50:42 da mario da francoforte
Ho seri dubbi . non credo che la tassa sulla prima casa verrà eliminata. Se lo sarà sarà con l\'inganno e cioè verrà eliminata in base al reddito. E quindi iuna patrimoniale applicata al reddito una presa per il ........ anticostituzionale.
Commento inviato il 2015-09-04 21:27:41 da giacomosu
Padoan: «Così taglieremo le tasse sulla casa. molto probabilmente padoan ha voluto dire che ci \"toglieranno\" le case per darle ai migranti clandestini.
Commento inviato il 2015-09-05 08:45:49 da vasfran
« L\'Europa non potrà dire no» dirà ... MAI E POI ... MAI.
Commento inviato il 2015-09-05 12:53:19 da Roberto20
Quest\'uomo unitamente al Presidente Renzi come i serpenti hanno la lingua biforcuta per cui se non vedo non creo come faceva S.Tommaso. Sarebbero capaci di dire, come sempre hanno fatto, che sono stati fraintesi. nicola guastamacchia
Commento inviato il 2015-09-05 15:33:25 da nicoguas
@ Ministro delle Finanze al servizio del Paese o del politico di turno? Il Ministro delle Finanze Padoan si e\' associato alle intenzione del Primo Ministro nel taglio delle tasse alla prima casa, ma anche agli edifici di proprieta\'. Il che si assume una bella responsabilita\' perche\' Padoan sa\' che l\'iniziativa del suo Primo Ministro sarebbe essenzialmente di carattere elettorale. Sia nel merito delle prime case dove andrebbe eliminata la gabella di Stato e sia nel merito delle finalita\'. Eliminare l\'Imu a tutti in modo indiscriminato sarebbe iniquo e non favorirebbe la giustizia sociale per troppi immobili di lusso sul territorio. Eliminare invece la Tasi, favorirebbe in larga parte i proprietari immobiliari e commerciali. Quindi, il Governo del partito del Pd con Padoan, dica almeno perche\' vorrebbe venire incontro alla parte del Paese benestante e possidente anziche\' favorire la parte del Paese economicamente piu\' sofferente. Il Pd faccia sapere all\'opinione Pubblica ed elettorale del Paese per chi lavora. Anche perche\' l\'ottimismo elettorale della Ministro Boschi intervenuta alla festa dell\'Unita\' e\' assolutamente fuori luogo e fuori dalla realta\' attuale del consenso al governo.
Commento inviato il 2015-09-04 15:18:33 da armando2000
il paese si trova pericolosamente assediato ..... da tutte le direzioni del pianeta e questi parlano tranquillamente di economia delle solite balle come se nulla fosse. Ma siamo sicuri che sono nello stato di intendere e di volere? non mi pare!
Commento inviato il 2015-09-04 14:53:34 da vasfran
dare soldi allo stato è il modo meno efficiente... per avere qualsiasi servizio. Su ogni cento di tasse solo forse il dieci per cento ritorna a coloro che pagano le tasse, sotto forma di servizi. Il resto serve per fornirli a chi le tasse non le paga, per stipendi del personale, e sprechi di tutti i generi. Molto meglio far pagare i servizi a chi li utilizza e diminuire tutte le tasse. Con quello che risparmierebbe il contribuente medio avrebbe la possibilità di pagarsi servizi di prima categoria!
Commento inviato il 2015-09-04 12:36:08 da sr.pococurante
Rebus Non credo a mio parere che togliere la Tasi ,sia una cosa giusta,e invece giusto farla pagare a tutti con un costo per i proprietari in modo giusto,io pago a roma circa 3oo,00€ all\'anno ,se mi fai pagare 150,00€ all\'anno il mio sacrificio e più che giustificato il ministro può fare con l\'introito,gestire insieme ai comuni,veramente la cose che sia veramente utile alla comunità,pulizia strade,manutenzione strade,segnaletiche,scuole che periodicamente vengano fatte la manutenzione,ed altre cose veramente utili a tutti(anche a chi ci mangia sopra)toglierla la Tasi,questi servizi verranno fatte su altre tasse che sicuramente peseranno ai cittadini,tagliare pensioni a chi ne prende 2 o 3 niente ,tagliare gli stipendi ai parlamentari e tabù,se gli altri lo stanno facendo ,non riesco a capire perchè altri non possono,non ho sentito un giornalista in televisione,fare domande incalzanti ai vari politici che hanno in studio
Commento inviato il 2015-09-04 11:42:46 da trilussa3
ma chi vi crede Io non gli credo, al massimo la tolgono prima delle elezioni per raddoppiarla subito dopo...come hanno fatto con l\'imu, io con la tasi pago piu\'che con l\'imu e mi ricordo bene che dissero che si sarebbe pagato molto meno! Solo che io le cose me le ricordo e me ne ricordero\' a tutte le prossime elezioni. All\'estero si paga meno e si hanno servizi, qui e\'come a Nottingham nel 1200...
Commento inviato il 2015-09-04 11:41:02 da BastacongliUsa
\" grazie\" Renzi La tasi, la tassa odiosa sulle cae è stata inventata da Letta, ma perfezionata ed applicata per la prima volta da Renzi. Attualmente, il duo Renzi-Padoan si comportano da salvatori della patria, ovvero come se l\'odioso balzello fosse stato inventato ed applicato da altri. Che buffoni!
Commento inviato il 2015-09-04 11:23:04 da Mario Fucini
Scelta populista! la solita scelta populista:Bisognerebbe detassare il lavoro e la produzione in modo da favorire la crescita del PIl. Il fatto è che Renzi mira ai voti e non al bene del paese.
Commento inviato il 2015-09-04 10:31:00 da dedalo2
Beati voi in Italia che potete abolire la TASI,noi la dobbiamo pagare ,e come. Beh,non so proprio cosa dire. Padoan ritiene giusto abolire la TASI. D accordo sig., Padoan,in questo caso dovra spiegare ai comuni dove le coperture le troveranno per effettuare tutti i servizi utili al cittadino dove hanno gia da ora grosse difficolta.Se io ho ben letto quanto scritto sul messaggero,il risparmio medio con l abolizione della TASI,per i proprietari di case o appartamenti, si aggirerebbe su 204 Euro all anno. Questa non mi sembra una cifra che possa mettere in difficolta una famiglia, visto che la maggior parte degli appartamenti sono gia pagati, risparmiando cosi costi per affitti da fatascienza.L Europa e contro l abolizione della tasi perche questa e presente in tutta europa, ed e necessaria per coprire i comuni da tutte le spese che devono sostenere. E credetimi all estero le case non vengono regalate,sono state comprate o costruite con il sudore sulla fronte come del resto anche in Italia, ma nessuno si lamenta nel pagare la tasi, che del resto e di molto superiore a quella italiana.
Commento inviato il 2015-09-04 10:11:00 da mario da francoforte
ci risiamo è incredibile di nuovo a parder tempo sull\'imu o come cavolo l\'hanno chiamata nel frattempo sulle case oltre la prima o di lusso...ma sticavoli!! basta! siamo stufi! occupatevi di cose serie cavolo, tagliate l\'irpef che da qui a novembre devo pagare/anticipare 17 mila euro e non ho un euro x portare i figli in vacanza! la tassa sulla prima casa è una sciocchezza penso che la stragrande maggioranza degli ialiani la pagherebbero a patto di non sentirne più parlare!! e invece no...di nuovo co sta storia...bastaaaaa siamo stufi!!!
Commento inviato il 2015-09-04 09:49:06 da gbutta
che alla fine i conti tornino statene certi, la local tax porta risparmio solo a chi oggi sta pagando a vani per un alto valore catastale e la tari per i rifiuti, resta con le sue innumerevoli aliquote comunali alla azzeccagarbugli. e ci parlano di ripresa con 11 euro al mq di tari a esercizio? quasi un affitto........per lo stesso rifiuto di prima!
Commento inviato il 2015-09-05 18:43:24 da fatti neri
1 2
CERCA
promo
Facile.it
TUTTOMERCATO