Pil accelera al +1,6% nel 2018, ma la Spagna sorpassa l'Italia
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Christine Lagarde mette in guardia: nubi si addensano sull'orizzonte della ripresa. Ma non sembrerebbe essere il caso dell'Italia: nel Def tecnico, atteso per martedì, il Pil 2018 è - secondo indiscrezioni - previsto accelerare all'1,6% dall'1,5% stimato finora. Nel 2019 e nel 2020 rallenterà all'1,4% e all'1,3% per l'effetto recessivo delle clausole di salvaguardia sull'Iva previste a legislazione vigente. Si tratta ancora di «ipotesi allo studio» precisa il Ministero dell'Economia.

Nonostante il miglioramento del quadro economico, la Spagna batte l'Italia: il pil pro capite spagnolo nel 2017 ha superato quello italiano. Secondo quanto emerge dai dati del Fmi che confrontano i paesi sulla base della «parità del potere d'acquisto» - e riportati dal Financial Times - la Spagna sarà il 7% più ricca dell'Italia nei prossimi cinque anni.

Dieci anni fa l'Italia era il 10% più ricca. Il ministro Pier Carlo Padoan, a Washington per i lavori del Fmi e del G20, difende la strategia attuata dal suo governo e alla prossima legislazione dice: «non ci sono scorciatoie, è la strada giusta». Padoan elenca le riforme adottate, dal Jobs Act alle misure per le banche, e accoglie con soddisfazione le parole di Lagarde sul debito. «Sembra essersi stabilizzato e iniziare a calare» dice il direttore generale del Fmi, moderando un dibattito sull'area euro con Padoan, il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz, il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno e l'ex segretario al Tesoro americano Jack Lew. Un dibattito sul futuro dell'Europa, durante il quale Padoan ribadisce la posizione italiana, favorevole a una «riduzione e condivisione del rischio» anche se su quest'ultimo fronte non si è fatto molto. Eppure la condivisione - spiega il ministro - invierebbe un messaggio importante: quello della reciproca fiducia fra gli stati membri. L'Ue - aggiunge Padoan - ha la dimensione per affrontare le sfide che si profilano all'orizzonte.

«Il rafforzamento dell'Ue lancerebbe un messaggio politico forte: l'integrazione è meglio della disintegrazione». E proprio l'integrazione e il multilateralismo sono il mantra che Lagarde torna a ripetere. «Le prospettive per l'economia sono positive» ma «nubi» si addensano all'orizzonte, e fra queste il protezionismo dal quale è necessario «tenersi alla larga». Le barriere commerciali - aggiunge Lagarde - non sono utili e sono inefficaci. Anche se il loro impatto in termini di pil «non è sostanziale», le barriere commerciali minano la fiducia e di conseguenza la crescita. Il Fmi - continua Lagarde - continuerà a incoraggiare lo smantellamento delle barriere commerciali e non commerciali, incluse quelli esistenti nel settore dei servizi. Il commercio - aggiunge - è uno dei motori della crescita in atto e fermarlo, o almeno rallentarlo, potrebbe avere conseguenze negative. A pesare sulla ripresa è anche l'elevato debito mondiale, schizzato a livelli mai visti soprattutto negli Stati Uniti. da qui l'invito ai governi ad agire portando avanti le riforme strutturali: «il sole splende» sull'economia mondiale, e bisogna approfittarne per «riparare il tetto» così da evitare un ritorno a una crescita «mediocre».
2018-04-20 01:11:58
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4 commenti presenti
dieci anni fa gli italiani erano piu ricchi perche avevano risparmiato con la lira, dal momento che e' stato introdotto l'euro-rovina, gli italiani sono impoveriti dalla sera alla mattina. Simple! Per la Lagarde Le barriere commerciali - aggiunge - non sono utili e sono inefficaci....lo sapete perche'? perche altrimenti le multinazionali non possono speculare come vogliono in tutti i continenti a manodopera a basso costo, avete capito. Quindi, in un modo o nell'altro, gli schiavi africani e mediorientali fanno comodo nel vecchio continente alle amiche multinazionali dei faraoni di bruxelles. E mi raccomando, non dimentichiamo i loro fedeli servi governi di sinistra e di destra, ancor peggior rovina del fascismo e nazismo messe assieme.
Commento inviato il 2018-04-20 13:41:44 da vasfran
Se non fossimo entrati nell'Euro adesso avremmo esportazioni record, occupazione piena e debito/PIL basso. Grazie Draghi, Ciampi, Prodi e compagnia bella.
Commento inviato il 2018-04-20 19:00:26 da minnamor
ponte sullo stretto : NO autostrada tirrenica : NO alta velocità Milano-Genova : NO Torino Lione: NO Olimpiadi Roma : NO Torri stadio della Roma : NO Rigassificatori : NO Gasdotto Puglia : NO SPAZIO A CHI VUOLE ALLUNGARE LA LISTA!!! Ci vuole poco ad essere superati!!!!!!
Commento inviato il 2018-04-21 13:22:58 da aa bb
Un tempo eravamo una nazione florida nonostante gli alti e bassi della lira da quando siamo entrai a far parte Dell' "euro rovina" il fallimento è sotto gli occhi di tutti.
Commento inviato il 2018-04-22 14:11:18 da lv1963
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