Reddito di cittadinanza, ecco la proposta M5S: a chi spetta, quanto vale, come si ottiene
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di Luca Cifoni
Cos'è il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle? Non è facile rispondere: nel 2013 una folta pattuglia di senatori grillini aveva presentato in Senato un disegno di legge completo e dettagliato, che è poi stato usato come base nella recente campagna elettorale pur se con alcune significative modifiche. Vediamo le caratteristiche principali di questo strumento usando come base proprio il testo legislativo

DI COSA SI TRATTA
Il termine "reddito di cittadinanza" è tecnicamente inesatto: nella letteratura economica si dà questo nome ad un sussidio riconosciuto a tutti i cittadini indipendentemente dal reddito e dalla condizione lavorativa. Quello proposto dal M5S è piuttosto un" reddito minimo condizionato": obiettivo è fare in modo che tutti i cittadini arrivino a percepire una certa somma garantita, che lo Stato riconoscerebbe in tutto o in parte a seconda dei casi. Tuttavia nella relazione che accompagna il disegno di legge c'è scritto che questo sarebbe solo il primo passo: "Il livello ideale, futuro e auspicabile, - recita il testo - coincide con l'attuazione del reddito di cittadinanza universale, individuale e incondizionato, ossia destinato a tutti i residenti adulti a prescindere dal reddito e dal patrimonio, non condizionato al verificarsi di condizioni particolari e non subordinato all'accettazione di condizioni"

A CHI SPETTA
Sono destinatari del reddito tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni, cittadini dell'Unione europea o provenienti da Paesi che abbiano sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale. Esclusi i detenuti. Tra i 18 e i 25 anni viene richiesto un diploma di istruzione secondaria o professionale, oppure la frequenza di un corso finalizzato a questi titoli. per gli studenti fino a 25 anni l'intero nucleo familiare di origine deve avere un reddito inferiore alla soglia di povertà relativa.

QUANTO VALE
Obiettivo del reddito è integrare il reddito eventualmente percepito al livello ritenuto minimo: quindi viene erogato al 100 per cento se il richiedente non ha alcun introito, in misura parziale se ha un reddito inferiore alla soglia minima. Il parametro di riferimento è quello che è normalmente usato a che a livello europeo come indicatore di povertà, ovvero il 60% del reddito mediano, calcolato dall'Istat per il 2014 a 780 euro netti mensili per il cittadino singolo. Per i nuclei familiari la somma viene determinata attraverso una scala di equivalenza che tiene conto del numero dei componenti e del fatto se sono adulti o meno. Ad esempio con quattro componenti, due adulti e due al di sotto dei 14 anni, il reddito arriverebbe a 1.638 euro mensili. Le cifre andrebbero poi rivalutata anno per anno. Il reddito mediano è quello sotto il quale si colloca il 50 per cento dei cittadini, con la restante metà al di sopra.

QUANTO DURA
Il beneficio è riconosciuto finché il cittadino si trova nella condizione di cittadinanza e di reddito che gli hanno permesso di ottenerlo: dunque di fatto fin quando ha un reddito inferiore alla soglia, salvo che si verifichi una delle specifiche condizioni che lo fanno perdere.

COME SI OTTIENE
La domanda va presentata ai centri dell'impiego oppure in casi particolari ai servizi sociali del Comune. Alla domanda deve essere allegata una copia della dichiarazione Isee e un'autocertificazione dei redditi percepiti negli ultimi 12 mesi e di quelli che si percepiranno con certezza nei 12 mesi successivi.

QUALI OBBLIGHI CI SONO
Il beneficiario, salvo quelli in età pensionabile, deve dare disponibilità a lavorare, recarsi almeno due volte al mese al centro per l'impiego, accettare corsi di formazione e svolgere per almeno due ore al giorno attività di ricerca del lavoro documentabile attraverso l'accesso all'apposito sistema informatico nazionale. Deve inoltre essere disponibile a partecipare a progetti gestiti dai Comuni.

QUANDO SI PERDE
Il reddito decade se il cittadino viene meno ai suoi obblighi, oppure rifiuta più di tre proposte di impiego congrue rispetto alle proprie competenze, con sede di lavoro entro 50 chilometri dalla residenza e raggiungibile con mezzi pubblici in non più di 80 minuti o ancora sostiene più di tre colloqui di lavoro "con palese volontà di ottenere esito negativo" o recede dal contratto senza giusta causa per due volte nell'anno solare.
 
2018-03-15 17:20:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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1 commento presente
Sembra un pozzo senza fondo di spesa pubblica, non essendo limitato neppure ai Cittadini Italiani ma a tutti i residenti, ed a qualsiasi titolo. Chi mai si alzerebbe alle cinque di mattina per prendere un mezzo pubblico per andare a lavorare a decine di Km di distanza, avendo comodamente un reddito a casa, senza fatica nè pericoli, potendo andare al bar, a passeggio, in vacanza, senza minimamente pensare ad un lavoro? E' come la repubblica Anarchica Spagnola, che abolì semplicemente il denaro. Dopo TRE giorni sparirono tutti i generi alimentari e scoppiò poi la Guerra Civile.
Commento inviato il 2018-04-30 16:42:44 da sereno49
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