Fitch non spaventa i mercati: spread giù, poi risale fino a quota 290
Immagine Lo spread risale fino a quota 290
Mercati cauti dopo il taglio delle prospettive sull'Italia da parte di Fitch. Lo spread tra Btp e Bund tedesco dopo un avvio in calo torna a salire e tocca quota 290. Piazza Affari poco mossa.

Fitch. Venerdì scorso a mercati chiusi l'agenzia di valutazione dell'affidabilità di credito americana ha confermato il rating "BBB" dell'Italia ma ha rivisto al ribasso le prospettive da "stabili" a "negative". All'origine della decisione la formazione del nuovo governo gialloverde, che secondo l'agenzia potrebbe portare a un livello di allentamento di bilancio che lascerebbe il debito pubblico più esposto a shock potenziali. 

LEGGI LA NOTA DI FITCH

L'agenzia sottolinea fra le criticità la «natura nuova e non collaudata del governo, le considerevoli differenze politiche fra i partner della coalizione e le contraddizioni fra gli elevati costi dell'attuazione degli impegni presi nel Contratto e l'obiettivo di ridurre il debito pubblico. Non è chiaro come queste tensioni politiche saranno risolte». «L'avversione di alcune parti del governo» dell'Italia «nei confronti dell'Ue e dell'euro rappresentano un ulteriore rischio» per l'Italia, secondo Fitch. Nonostante questo «riteniamo bassa la probabilità che il governo avanzi politiche che minaccino un'uscita» dall'Europa o la «creazione di una moneta parallela», sottolinea ancora l'agenzia.

Lo spread. La prima risposta del mercato al taglio delle prospettive dell'Italia da parte di Fitch non spaventa i mercati. Il differenziale tra Btp decennale e Bund di pari durata ha aperto a 289 punti base, vicino ai livelli della chiusura di venerdì a 290, prima delle valutazioni dell'agenzia di rating sul debito sovrano tricolore. Poi è sceso verso quota 280 prima di ricomincare a salire.

Borse europee in calo. La Borsa di Milano mostra un leggero rialzo (+0,5%). Le Borse europee sono invece in calo con i timori di nuovi dazi e dopo lo stallo dei colloqui tra Usa e Canada sul trattato commerciale Nafta. Tra gli investitori restano i timori per il futuro di Argentina e Turchia. Piatto l'indice d'area stoxx 600 (-0,09%). Deboli Parigi e Francoforte. In controtendenza Londra che sale. Borse chiuse negli Stati Uniti dove si festeggia il Labor Day: Wall Street riaprirà i battenti domani.

Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, brillano i bancari. Mediobanca mostra un un forte incremento (+3,17%). Ottima performance per Ubi Banca che registra un progresso del 2,52%. Banco Bpm avanza dell'1,57%. Si muove in territorio positivo Intesa Sanpaolo mostrando un incremento dell'1,46%. 

Inizio di settimana negativo intanto per i principiali listini asiatici. A spaventare gli investitori l'ulteriore inasprimento della guerra commerciale tra Usa e Cina, che nei giorni precedenti ha visto i due Paesi imporre dazi bilaterali per 50 miliardi di dollari. Nonostante gli incontri tra le due delegazioni in corso a Washington, vi è il serio rischio che Trump possa portare le tariffe fino a 200 miliardi. L'indice Nikkei della borsa di Tokyo ha riportato un calo dello 0,61% a 22,724 punti.
2018-09-03 08:37:02
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11 commenti presenti
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I cosiddetti "mercati" non è che hanno capito che queste agenzie sono delle "sole"???? Anche perchè m essendo il mondo ,sferico e non infinito...una crisi economica di un paese come il nostro , non è che rimane ristretta in una piccola area, ma ha un eco mooolto più profonda . A meno che non vai ad investire su Marte , stiamo tutti qui. Scherzi a parte , spero sia iniziata la fine di questi venditori di "balle" !!!
Commento inviato il 2018-09-03 09:39:20 da ghirifalco
I mercati hanno capito benissimo che i paperoni non pagheranno le tasse e i nullafacenti saranno mantenuti dallo stato. Come cavolo si fa ad avere fiducia nell'italia, per di più se inserita in un organismo burocratico ed inefficiente come la ue.
Commento inviato il 2018-09-03 19:37:07 da bacirex
I fuochi di sbarramento iniziano a schierare l'artiglieria pesante. Non siamo più nemmeno padroni di votare per chi ci pare. Questo governo è in carica da due o tre mesi, non sappiamo bene nemmeno noi cosa ci aspetterà e già le cassandre internazionali (come se non bastassero quelle nazionali) lanciano strali su ciò che, al momento, sono solo ipotetiche decisioni o ipotetici provvedimenti. E' sempre più chiaro che l'Itaglietta povera, prona e accogliente deve rimanere tale e nemmeno permettersi di pensare ad altro, cioè a migliorare la disgraziata vita degli italiani, con il proprio cervello. Tanto se sbagliamo seguiteremo a pagare esattamente come stiamo facendo ora e da anni, ma se qualcosa riuscirà ben fatta ci toglieremo qualche sassolino dalle scarpe. Lampante che solo l'ombra di quest'ultimo pensiero a più di qualcuno fa girare le....scatole.
Commento inviato il 2018-09-03 18:43:35 da carla7
siamo alla follia, invece che calarle le tasse cercano ancora dove spremere, ma tagliate dove sapete che sprechi e corruzzione imperano,,ergo proprio dentro vostri ministeri!!!
Commento inviato il 2018-09-03 18:31:55 da fatti neri
Le agenzie saranno buon o cattive,non lo so. So solo che abbiamo un debito pubblico da spavento e questo non da ieri. Sono anni e anni che si promette di abbassarlo ma nessuno politico osa. Nel fratemmpo fra terrmoti e crolli di ponti e scuole le previsioni non sono rosee. Chi comprerebbe una macchina di seconda mano da Salvini o da di Maio?
Commento inviato il 2018-09-03 18:06:22 da Janlul
Per la redazione...........Sono giorni che scrivo dei post che poi in gran parte in particolare nella rubrica POLITICA non vengonio pubblicati, in quanto non riesco a trasportali. Come mai??? Mi avete in quel settore censurato??? SE COSI FOSSE NON RIESCO A CAPIRNE IL MOTIVO, in quanto non sono mai entrato nel personale e non sono mai stato offensivo,tutti i miei potet potete leggerli, in quanto sono per voi ancora oggi leggibili.
Commento inviato il 2018-09-03 17:54:54 da mario da francoforte
cari destrofalliti 2011 la fine è vicina - e come disse il presentatore : ALLEGRIA
Commento inviato il 2018-09-03 17:17:04 da carlo pisacane
La parte più divertente é leggere i commenti degli "economisti".
Commento inviato il 2018-09-03 16:45:03 da senzabenza
Lo Spread ridurrà gli italiani alla fame e la colpa è tutta di questo Governo italiano composto da lega e 5stelle. Speriamo che italiani capiscano che bisogna mandarlo vi è non votare più le forze che li compongono. Ridateci Gentiloni!
Commento inviato il 2018-09-03 15:49:26 da asar655
Costoro, sempre se ci riusciranno, pagheranno - solo nel 2019, ovviamente le loro promesse esclusivamente con le politiche di contenimento della spesa pubblica poste in essere ai precedenti Governi; strano che nessun giornalista lo abbia osservato. In sostanza: se scialacqueranno, come scialacquò Berlusconi dopo i Governi del Centro Sinistra, trascinandoci sul baratro, potranno farlo solo grazie alle politiche di rigore degli anni precedenti, che non erano finalizzate a buttare via i soldi, come hanno intenzione di fare populisti e sovranisti (e se ciò dovesse avvenire poi, a fine 2019 ci troveremmo veramente con le pezze al ... e senza più una lira o scorciatoie da prendere, ma a far crescere il Paese. Ci sarebbe da dire: buffoni e sperperatori, per uso clientelare, di risorse strategiche per ii bene del Paese.
Commento inviato il 2018-09-03 15:40:25 da ig84
@Janlui - 18,06 -Perchè no? Le hanno comprate anche di terza mano da alcuni loro predecessori. E' stato sufficiente far strapagare le riparazioni e la carrozzeria agli italiani. Questa volta di nuovo c'è solo un controllo italiano sui costi dei lavori che sembra dare particolarmente fastidio a chi è stato abituato unicamente al signorsì. Comunque speriamo in soluzioni se non favorevoli almeno onorevoli.
Commento inviato il 2018-09-03 19:38:52 da carla7
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