Dazi, Cina risponde a Trump. Il braccio di ferro continua
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(Teleborsa) - La Cina si affretta a mostrarsi pronta a concretizzare le minacce di rappresaglie lanciate ieri, dopo il rilancio sui dazi commerciali da parte dell'amministrazione Trump. Pechino ha gia' individuato beni importati dagli Usa per un ammontare da 60 miliardi di dollari su cui imporre nuove tariffe, secondo quanto riferito dal ministero del Commercio cinese. Ieri lo stesso dicastero aveva avvertito che la Cina era "pienamente preparata a rappresaglie a tutela della dignita' del Paese e degli interessi del popolo, per difendere il libero commercio e il sistema multilaterale e per difendere gli interessi comuni di tutti i Paesi". Una nota diffusa dopo che Trump aveva incaricato il rappresentante al Commercio Usa, Robert Lighthizer di valutare un aumento, dall'attuale 10 per cento al 25 per cento, di dazi gia' previsti su beni importati dalla Cina per un ammontare di 200 miliardi di euro. Oltre ai dazi sui pannelli solari e lavatrici e su acciaio e alluminio (che non prendono di mira solo la Cina), Washington ha gia' introdotto, lo scorso 6 luglio, dazi del 25% su 34 miliardi di beni cinesi. Il mese scorso Trump ha detto di essere disposto a sanzionare tutto quello che viene importato dalla Cina, pari a un valore di oltre 500 miliardi di dollari all'anno. "La tattica di carota e bastone non funzionera'", aveva detto ancora il ministero cinese. I rinnovati timori di una guerra commerciale aperta Usa-Cina hanno depresso nelle passate sedute le Borse di mezzo mondo, e oggi le piazze cinesi hanno segnato ulteriori cali, Shanghai ha chiuso al meno 0,97 per cento e Hong Kong al meno 0,14 per cento.
2018-08-03 18:00:01
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