Forex, escalation dazi e parole Draghi: euro ai minimi da luglio
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(Teleborsa) - L'acuirsi della crisi commerciale tra Washington e Pechino e le rassicurazioni del presidente BCE, Mario Draghi "saremo pazienti nel determinare la tempistica del primo rialzo dei tassi e successivamente seguiremo un approccio graduale nell'aggiustare la linea" hanno fatto scivolare la moneta unica fino ai minimi da luglio scorso.

Donald Trump ha minacciato di introdurre nuovi dazi del 10%, inizialmente su un controvalore di importazioni cinesi da 200 miliardi di dollari, ma che potrebbe salire fino a 450 miliardi. Per contro Pechino si è detta pronta a rispondere con adeguate contromisure.

Secondo gli addetti ai lavori, a trarre beneficio dall'escalation della disputa commerciale tra le prime due economie mondiali sarebbe il dollaro: un rincaro delle importazioni, infatti, farebbe aumentare le pressioni inflative e ciò potrebbe portare la Federal Reserve a decidere un'ulteriore stretta sui tassi di interesse negli Stati Uniti.

Acquisti rifugio su yen

E gli acquisti rifugio premiano lo yen, per tradizione favorito nei momenti di maggiore incertezza e avversione al rischio. Il cross eur/usd è scivolato fino al bottom intraday di 1,1530 dollari ed ora scambia a 1,1546. Il cambio usd/yen vale 109,85 con la prima area di supporto vista a 109,39.

La sterlina si porta al record negativo degli ultimi sette mesi
Debole anche la divisa inglese che nei confronti del biglietto verde scambia a 1,3168.

2018-06-19 14:45:02
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