Nella rete di Generali oltre 4000 Pmi
Immagine Marco Sesana
di Marco Barbieri
In tre anni Generali Italia ha raddoppiato il numero di Pmi raccolte nella sua "rete" di welfare aziendale. Alla terza edizione del Welfare Index Pmi - l'indagine annuale condotta da Innovation Team per conto del colosso assicurativo - sono state 4014 le Pmi italiane che hanno fotografato il loro livello di welfare aziendale. Erano circa la metà nel 2016. La partnership con Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni ha consentito di analizzare un numero crescente di piccole e medie imprese e la loro propensione ad adottare almeno una delle 12 categorie che fanno il welfare integrativo per i dipendenti: previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita-lavoro, formazione, istruzione figli dei dipendenti, cultura e tempo libero, sostegno economico, sostegno soggetti deboli e integrazione sociale, sicurezza e prevenzione, welfare allargato alla comunità. Oltre il 41% delle imprese intervistate è attivo in almeno quattro delle aree indicate (era il 25,5% nel 2016) e quelle "molto attive" (cioè con almeno sei aree di welfare attivate) sono raddoppiate passando dal 7,2% al 14,3%. Un elemento emerge con forza dalle interviste: la consapevolezza che il welfare aumenta il benessere dei lavoratori e la produttività delle imprese (lo sostiene il 63,5% delle aziende intervistate). Insomma, il welfare aziendale fa bene a tutti, ai lavoratori, alle imprese e alle comunità territoriali. Questa dimensione del territorio è stata spesso evocata, anche per indicare una strada di sviluppo dei servizi di welfare integrativo, soprattutto per il imprese di piccole dimensioni (le Pmi costituiscono il 98% del tessuto produttivo italiano). Vuol dire che dovranno crescere i servizi disponibili in rete, cui potranno attingere diverse aziende nel medesimo territorio: una filiera di rete, come quella produttiva che ha caratterizzato la nascita dei distretti industriali. Marco Sesana, ad di Generali Italia ha chiamato attorno a sé i rappresentanti delle confederazioni datoriali (Carlo Robiglio di Confindustria, Cesare Fumagalli di Confartigianato, Massimiliano Giansanti di Confagricoltura e Gaetano Stella di Confprofessioni) che hanno favorito la diffusione dell'indagine e la rete di oltre 4000 Pmi per le quali Generali si candida di fatto a partner per ogni sviluppo di welfare aziendale, quelli tradizionali di previdenza e sanità integrativa e quelli tipici (flexible benefit) resi disponibili da un'azienda di servizi costituita ad hoc, Welion. Il business verso il mondo delle imprese si accompagna per Generali con un'operazione di "cultura" e di "informazione" sul tema del welfare. Il progetto Welfare Index Pmi, avviato per tre anni (2016-2018) continuerà almeno per un altro anno. Marco Sesana ha annunciato che ci sarà anche l'edizione 2019. Insomma, il mercato cresce e il posizionamento non può essere perso: sono molti i competitor, da quelli tradizionali assicurativi (da Unipol a Poste) ai provider che sono "sfidati" da Generali proprio con la controllata Welion che ha interrotto la sua partnership con Easy Welfare
2018-04-10 15:23:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CONDIVIDI NOTIZIA

PER POTER INVIARE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO

Se sei già registrato inserisci username e password oppure registrati ora.



0 commenti presenti
CERCA
promo
Facile.it
TUTTOMERCATO